In Italia sono circa 13 milioni le persone che convivono con almeno due patologie croniche, un dato in aumento del 30% rispetto al 1993. Una crescita che riflette l’evoluzione demografica del Paese e che pone nuove sfide al sistema sanitario, chiamato a garantire cure continue, accessibili e sostenibili nel lungo periodo.
Il percorso terapeutico delle malattie croniche
Le malattie croniche richiedono infatti percorsi terapeutici costanti, spesso destinati a protrarsi per anni. In questo scenario, aspetti come la continuità delle cure, l’aderenza alle terapie e la sostenibilità economica assumono un ruolo sempre più centrale sia per i pazienti sia per il Servizio sanitario nazionale.
Tra gli strumenti considerati strategici per affrontare questa sfida ci sono i farmaci equivalenti, ritenuti fondamentali per assicurare un accesso più ampio alle cure senza compromettere la qualità dell’assistenza. Il loro utilizzo, infatti, contribuisce a contenere la spesa sanitaria in un contesto caratterizzato dall’aumento dell’età media della popolazione e dalla diffusione delle patologie croniche.
La situazione in Italia
Il tema riguarda direttamente anche le famiglie italiane. La scelta di farmaci ex originator a brevetto scaduto rispetto agli equivalenti comporta una spesa aggiuntiva stimata in circa 1,1 miliardi di euro ogni anno a carico dei cittadini.
Nonostante ciò, l’Italia continua a registrare una diffusione dei farmaci equivalenti inferiore rispetto ad altri Paesi europei. Attualmente rappresentano il 9% del mercato farmaceutico nazionale in valore, una quota decisamente più bassa rispetto al 54% del Regno Unito e al 30% della Francia.
L’argomento è stato al centro del convegno “Il futuro della salute: accesso, sostenibilità e innovazione per il sistema”, organizzato da The European House – Ambrosetti (Teha), durante il quale Teva, azienda leader nel settore dei farmaci equivalenti in Italia, ha illustrato il proprio contributo allo sviluppo del sistema sanitario nazionale dopo trent’anni di attività nel Paese.
«Il sistema salute italiano sta vivendo una trasformazione profonda – ha spiegato Daniela Bianco, partner e responsabile della Practice Health & Life Sciences di The European House – Ambrosetti –. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle malattie croniche e bisogni assistenziali sempre più complessi rendono indispensabile trovare un equilibrio tra accesso alle cure e innovazione terapeutica. In questo contesto, la disponibilità di terapie essenziali e lo sviluppo di nuove soluzioni cliniche rappresentano elementi chiave per garantire la sostenibilità futura del Servizio sanitario nazionale».

