Trovare lavoro dopo la laurea? Per chi sceglie Infermieristica o Ostetricia continua a essere una realtà concreta. A confermarlo sono i dati del nuovo Rapporto AlmaLaurea diffusi dalla Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (Fnopi), che evidenziano come l’89,1% dei neolaureati risulti occupato a un anno dal conseguimento del titolo.
Infermieri, dati in crescita sull’occupazione
Un dato in crescita rispetto all’85,1% registrato nel 2024 e che conferma l’elevata richiesta di professionisti sanitari sul mercato del lavoro. Anche i tempi di inserimento risultano particolarmente rapidi: in media bastano 2,4 mesi dalla laurea per ottenere il primo impiego, che si riducono a 1,8 mesi dall’avvio della ricerca. La laurea viene considerata efficace o molto efficace per il lavoro svolto dal 97,9% degli intervistati, mentre il livello medio di soddisfazione professionale raggiunge un punteggio di 8,1 su 10.
I numeri dell’indagine
L’indagine ha coinvolto 11.671 neolaureati, con un tasso di risposta del 59,9%. L’età media al conseguimento del titolo è di 25,2 anni e il voto medio di laurea si attesta a 103,2 su 110. A un anno dalla laurea, il 25,6% dei professionisti lavora nel Nord-Ovest, mentre soltanto lo 0,6% ha trovato occupazione all’estero.
Tra le tendenze emergenti spicca anche la crescita della libera professione. Il 7,1% dei laureati sceglie infatti di aprire una partita Iva e intraprendere un percorso lavorativo autonomo, una quota in aumento rispetto agli anni precedenti e che testimonia una maggiore propensione all’attività professionale indipendente.
L’aspetto economico degli stipendi
Sul fronte economico, la retribuzione media netta mensile dichiarata dagli intervistati è pari a 1.745 euro. Gli uomini percepiscono mediamente 1.804 euro, mentre le donne – che rappresentano il 79,1% dei laureati – dichiarano uno stipendio medio di 1.728 euro.
Non mancano però alcuni elementi di criticità. Oltre a una significativa presenza di contratti a tempo determinato, che riguarda il 35,8% degli occupati, circa il 30% dei laureati provenienti dagli atenei di Calabria, Campania, Sicilia e Umbria è alla ricerca di un’altra opportunità lavorativa.
La Fnopi richiama infine l’attenzione sulle sfide future del sistema sanitario. Nonostante gli ottimi livelli occupazionali, il calo demografico e la ridotta quota di giovani laureati nel Paese rischiano infatti di incidere sulla disponibilità di professionisti qualificati nei prossimi anni, aggravando una situazione già considerata delicata dagli osservatori del settore.

