Spesso si pensa che il sanguinamento delle gengive sia un problema banale o temporaneo. In realtà, dietro questo segnale apparentemente innocuo può nascondersi una patologia molto più seria: la parodontite, una malattia infiammatoria cronica che colpisce i tessuti di sostegno dei denti e che, se non trattata, può portare alla loro perdita.
Ne abbiamo parlato con il Dott. Fabio Currarino, DDS, PhD, esperto in parodontologia e implantologia, che sottolinea come la malattia sia oggi una delle principali sfide per la salute orale: “In Italia oltre 9 milioni di persone soffrono di forme gravi di parodontite. È una patologia molto diffusa, ma ancora poco conosciuta: solo una persona su quattro è realmente consapevole delle sue conseguenze”.
Chi è il Dott. Fabio Currarino
Il Dott. Fabio Currarino è esperto in Odontoiatria, con una lunga esperienza in parodontologia, implantologia e protesi dentale. Laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l’Università di Genova nel 1991, ha successivamente approfondito la propria formazione con un perfezionamento in Chirurgia Parodontale e Implantologia e con un Dottorato di Ricerca in Parodontologia e Implantologia.
Professore a contratto presso l’Università degli Studi di Genova, svolge attività clinica presso il proprio studio odontoiatrico a Genova ed è autore di numerose pubblicazioni scientifiche e relatore in congressi nazionali e internazionali dedicati alla salute orale.
Che cos’è la parodontite?
“La parodontite è una patologia infiammatoria cronica di origine batterica”, spiega il Dott. Currarino. “I batteri presenti nel cavo orale provocano un’infiammazione che, se non viene trattata, può distruggere progressivamente il tessuto di supporto del dente, fino a causarne la perdita.”
La malattia spesso inizia come una semplice gengivite, caratterizzata da arrossamento, gonfiore e sanguinamento delle gengive. Proprio perché nelle fasi iniziali è spesso indolore, molti pazienti tendono a sottovalutarla. Con il passare del tempo, però, possono comparire retrazione gengivale, sensibilità dentale, mobilità dei denti, difficoltà nella masticazione e perdita degli elementi dentari.
Una malattia molto più diffusa di quanto si pensi
I numeri sono significativi. Secondo il Dott. Currarino, circa il 50% della popolazione italiana presenta segni di malattia parodontale e le forme più severe interessano oltre 9 milioni di persone.
“Per questo motivo viene spesso definita un’epidemia silenziosa”, spiega. “Può progredire per anni senza sintomi evidenti e molti pazienti ricevono una diagnosi soltanto quando il danno è già avanzato”.
La prevenzione è la vera cura
La buona notizia è che la parodontite può essere prevenuta e controllata efficacemente, soprattutto se individuata nelle sue fasi iniziali. “La prevenzione consiste innanzitutto nel combattere i batteri che causano la malattia”, sottolinea il Dott. Currarino. “Per questo sono fondamentali una corretta igiene orale domiciliare, l’utilizzo di spazzolino, filo interdentale o scovolini e soprattutto controlli periodici dall’igienista dentale e dall’odontoiatra.”
La diagnosi precoce è semplice e viene effettuata attraverso il sondaggio parodontale, un esame rapido che consente di valutare la salute dei tessuti che sostengono il dente e individuare eventuali segni iniziali della malattia.
Non riguarda solo la bocca
Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha evidenziato come la parodontite non sia soltanto una malattia del cavo orale. “Entriamo nel campo della cosiddetta periomedicine”, spiega il Dott. Currarino. “Essendo una patologia infiammatoria cronica, può contribuire ad aumentare lo stato infiammatorio generale dell’organismo.”
Numerosi studi hanno infatti evidenziato associazioni tra parodontite e patologie come diabete, malattie cardiovascolari, aterosclerosi, alcune malattie respiratorie e persino forme di decadimento cognitivo. Questo conferma quanto la salute orale sia strettamente collegata al benessere generale dell’intero organismo.
Il messaggio più importante
Per il Dott. Currarino il concetto fondamentale è uno: “Il sanguinamento gengivale non deve mai essere considerato normale. Intervenire precocemente significa preservare non solo i denti, ma anche la salute generale.”
Una maggiore consapevolezza, associata a controlli regolari e a una corretta igiene orale quotidiana, rappresenta oggi la strategia più efficace per contrastare una patologia tanto diffusa quanto spesso sottovalutata.

