Un possibile focolaio di Hantavirus è stato segnalato a bordo della nave da crociera Hondius, ferma al largo di Capo Verde, dove si sono registrati tre decessi. La notizia ha acceso l’attenzione, ma gli esperti invitano a non creare allarmismi: si tratta infatti di un virus noto, con una diffusione limitata e difficilmente trasmissibile tra esseri umani.
L’Hantavirus si trasmette principalmente attraverso il contatto con roditori infetti o con i loro escrementi. Può provocare patologie anche serie, come la febbre emorragica con sindrome renale o forme respiratorie acute che coinvolgono i polmoni. Nonostante questo, il rischio per la popolazione generale rimane basso.
Hantavirus, l’OMS invita alla calma
Anche l’Organizzazione mondiale della sanità invita alla calma: non ci sono elementi che facciano pensare a un possibile scenario pandemico, soprattutto perché la trasmissione da persona a persona è estremamente rara. Il direttore per l’Europa, Hans Kluge, ha sottolineato che non sono necessarie restrizioni o misure straordinarie, ribadendo come i casi siano sporadici e quasi sempre legati all’esposizione diretta ai roditori.
Invito alla prudenza senza allarmismi anche dall’Italia
Sulla stessa linea anche gli specialisti italiani. Enrico Di Rosa, presidente della SItI, evidenzia che in Europa si tratta di eventi poco frequenti: le infezioni possono essere anche gravi, ma non rappresentano al momento una minaccia diffusa. Episodi come quello della Hondius, però, ricordano quanto sia importante mantenere sistemi di sorveglianza sempre attivi, soprattutto in un contesto globale dove persone e merci si muovono rapidamente.
Invita alla prudenza, ma senza inutili paure, anche Cristina Mussini, presidente della Simit. L’Hantavirus è conosciuto da tempo ed è presente soprattutto nei Balcani, in Paesi come Serbia e Bosnia, mentre in Italia non si registrano casi autoctoni. Proprio per questo, sarà fondamentale ricostruire con precisione cosa è accaduto a bordo della nave attraverso indagini epidemiologiche mirate.
Il messaggio resta quindi chiaro: attenzione sì, ma senza panico. Come ricorda anche Fabrizio Pregliasco, si tratta di un’infezione rara in Europa e priva delle caratteristiche necessarie per diffondersi su larga scala, proprio perché il contagio tra persone è estremamente limitato.
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