Nel cuore del Porto Antico prende forma Eco Delivery Genua Waterfront, un progetto che prova a riscrivere il modo in cui le merci arrivano nelle aree più delicate della città. Grazie alla collaborazione tra Consorzio Global, ETT S.p.A., CIELI, Porto Antico di Genova Spa, Logistica La Lanterna e BMC Consulting, Genova sperimenta una logistica silenziosa, sostenibile ed intelligente.
C’è un’ora, al Porto Antico di Genova, in cui il passaggio dei primi visitatori del mattino si incrocia con le consegne ai bar, ai ristoranti, agli uffici. Una convivenza imperfetta: furgoni in manovra, personale che scarica attrezzature, flussi pedonali già intensi. È una scena familiare in molte città storiche italiane, ma qui, affacciati sul mare, ha un peso diverso. È proprio in questo luogo iconico che sta crescendo Eco Delivery Genua Waterfront, un progetto che prova a immaginare, sperimentandola sul campo, una nuova logistica.
Il cuore dell’iniziativa è semplice da descrivere, meno da realizzare: ridurre al minimo l’ingresso dei veicoli tradizionali nelle aree più sensibili del Porto Antico, sostituendoli con mezzi ecologici e sistemi di gestione più intelligenti, tramite un hub centralizzato. Il tutto senza rallentare i tempi di consegna e senza complicare la vita agli operatori. Una sfida che tocca la quotidianità di chi lavora, vive o visita questa parte della città.
I partner di Eco Delivery Genua Waterfront
A guidare il progetto è il Consorzio Global, realtà che da anni lavora nel campo della logistica urbana e che qui ha trovato l’occasione per mettere alla prova una visione più sostenibile dei flussi merci. Accanto a Global c’è un gruppo di partner che coprono competenze diverse ma complementari: ETT S.p.A., che realizza la piattaforma digitale per monitorare ciò che accade in tempo reale; il CIELI, centro di ricerca dell’Università di Genova che misura, analizza, confronta; Porto Antico di Genova Spa, che conosce come nessun altro le dinamiche di quest’area; Logistica La Lanterna, che gestisce lo smistamento e le consegne con mezzi a basso impatto; BM Consulting, che porta nel progetto metodi e strumenti basati sull’intelligenza artificiale.
Il cambiamento parte dall’allestimento di un hub logistico dove i corrieri tradizionali lasciano i pacchi diretti alle attività dell’area. Da quel punto in poi, il lavoro passa nelle mani del team del progetto: i colli vengono tracciati con sistemi RFID, inseriti nel flusso digitale e affidati a veicoli ecologici che completano l’ultimo miglio in maniera più silenziosa e meno invasiva. In parallelo, sensori, sistemi IoT e una sorta di “gemello digitale” dell’area, il cosiddetto Digital Twin, permettono di osservare e simulare i movimenti, prevedere eventuali criticità, ottimizzare i percorsi.
Il risultato, visibile già dopo pochi giorni di sperimentazione, è un Porto Antico che al mattino respira diversamente. Meno rumore, meno mezzi in circolazione, più fluidità nei passaggi pedonali. Un cambiamento che non ha la pretesa di rivoluzionare tutto e subito, ma di mostrare che esistono alternative, e che possono funzionare se ognuno – attraverso scelte più consapevoli – sceglie di far parte del cambiamento.
Genova respira meglio grazie al contributo di tutti
Un aspetto interessante, infatti, è la dimensione culturale del progetto. Eco Delivery Genua Waterfront coinvolge operatori commerciali, corrieri, gestori di attività turistico-culturali. È un esperimento che richiede adesione, fiducia, collaborazione. Per questo la tecnologia, per quanto centrale, non è l’unico motore del cambiamento: è la capacità di creare un sistema condiviso, in cui ogni attore trova un beneficio concreto.
Sullo sfondo, c’è l’idea che Genova possa diventare un modello nazionale per la logistica urbana sostenibile. Una città complessa come questa, con un centro storico tra i più estesi e intricati d’Europa e un porto che è motore economico e simbolico, rappresenta il terreno ideale per mettere alla prova soluzioni replicabili altrove. Se funziona qui, insomma, può funzionare quasi ovunque.
Eco Delivery Genua Waterfront guarda lontano. Oltre il Porto Antico, oltre la durata della sperimentazione. I dati raccolti serviranno a capire come estendere l’idea ad altri quartieri, come dialogare con le infrastrutture della smart city, come integrare mobilità, sostenibilità e servizi ai cittadini.
Nel frattempo, chi attraversa il Porto Antico vede un luogo un po’ più silenzioso, un po’ più ordinato, un po’ più vivibile. E forse è proprio così che cominciano i cambiamenti più significativi: quando entrano nella vita quotidiana senza fare rumore, ma lasciando un segno.

