Hiv, arriva in Italia il primo farmaco iniettabile a lunga durata per la prevenzione

Una nuova opzione per la prevenzione dell’Hiv arriva anche in Italia. È disponibile infatti Cabotegravir Long Acting (Cab La), il primo trattamento a lunga durata d’azione per la profilassi pre-esposizione (PrEP), disponibile sia in formulazione iniettabile sia in compresse. Una novità che punta a rendere più semplice e personalizzata la prevenzione per le persone considerate a maggior rischio.

Come funziona il trattamento

Il trattamento, sviluppato da ViiV Healthcare, prevede una somministrazione ogni due mesi, per un totale di sole sei dosi all’anno. Il farmaco è indicato, insieme all’adozione di pratiche sessuali sicure, per ridurre il rischio di infezione da HIV-1 trasmessa per via sessuale negli adulti e negli adolescenti con peso pari o superiore a 35 chilogrammi e appartenenti a categorie considerate ad alto rischio.

L’introduzione di Cab La si basa sui risultati di studi clinici di fase IIb e III, nei quali il farmaco ha mostrato risultati superiori rispetto alla tradizionale profilassi orale quotidiana, riducendo in maniera più efficace il rischio di contrarre il virus. Un dato che apre nuove prospettive soprattutto per chi incontra difficoltà nel seguire una terapia giornaliera continuativa.

Hiv, tema centrale anche in Italia

L’ampliamento delle possibilità preventive rappresenta un tema centrale anche alla luce dei dati italiani. Nel 2024 sono state registrate 2.379 nuove diagnosi di Hiv, con un’incidenza di 4 nuovi casi ogni 100mila residenti. Dopo l’aumento osservato tra il 2021 e il 2023, i dati dell’ultimo anno mostrano un andamento stabile.

«L’arrivo di questa nuova opzione rappresenta un passo importante nella prevenzione dell’Hiv», ha spiegato Antonella Castagna, direttrice di Malattie Infettive dell’Irccs San Raffaele e docente all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Il centro milanese è stato il primo in Europa a utilizzare Cab La in ambito preventivo per persone prive di alternative terapeutiche. Secondo l’esperta, la lunga durata del trattamento può contribuire a superare alcuni dei principali limiti della profilassi orale quotidiana, offrendo un approccio più vicino alle esigenze individuali delle persone a rischio.

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