Diabete e sessualità, quali sono le correlazioni?

Il diabete è una patologia cronica che influenza numerosi aspetti della vita quotidiana delle persone affette, inclusa la sfera intima e sessuale. Le complicanze micro e macro-vascolari, insieme ai fattori metabolici, sono correlate a disfunzioni sessuali che si manifestano in entrambi i sessi, influendo negativamente sulla qualità della vita.

Disfunzioni sessuali e supporto del team diabetologico

“La salute sessuale delle persone è spesso caratterizzata da alterazioni e disfunzioni che devono trovare accoglimento e risposte da parte del team diabetologico” afferma il prof. Angelo Avogaro, Presidente uscente SID, che al 30° Congresso Nazionale ha dedicato un simposio al tema. Parlare di sessualità, infatti, è fondamentale per affrontare in modo completo gli effetti del diabete sulla salute.

“La disfunzione erettile (DE), che nel maschio viene riconosciuta come l’incapacità di ottenere o mantenere l’erezione per un rapporto sessuale soddisfacente, è riconosciuta come predittore di eventi vascolari severi, anche indipendentemente dal diabete. In qualche circostanza la DE può essere causata dal deficit di testosterone, ovvero dall’ipogonadismo, che si associa molto frequentemente al diabete. Basti pensare che molti dei fattori di rischio per il diabete, come obesità e sindrome metabolica, sono spesso correlati all’ipogonadismo che giova del trattamento con il testosterone nel maschio, nel quale potrebbe sortire effetti metabolicamente favorevoli” sottolinea il prof. Antonio C. Bossi, creator del simposio.

Gli uomini diabetici, infatti, sono maggiormente predisposti a sviluppare la DE, soprattutto a causa del danno vascolare e della riduzione del calibro delle arterie che portano il sangue al pene. Nei casi in cui il diabete è conseguenza dell’obesità, si parla di “ipogonadismo funzionale”, una condizione che può essere migliorata con la perdita di peso e, in alcuni casi, con una terapia a base di testosterone.

La DE è considerata anche un indicatore di disfunzioni endoteliali, oltre che un predittore di potenziali eventi cardiovascolari. I fattori di rischio come l’infiammazione cronica di basso grado trovano origine nell’obesità, che causa infiammazione, resistenza all’insulina e una riduzione dei livelli di testosterone.

Eiaculazione precoce e disfunzione erettile: una relazione complessa

Le due problematiche della disfunzione erettile e dell’eiaculazione precoce sono spesso interconnesse e possono influenzarsi reciprocamente. In particolare, l’eiaculazione precoce può nascondere inizialmente le difficoltà di erezione. Una ricerca su pazienti con diabete di tipo 2 ha rilevato una prevalenza dell’eiaculazione precoce di circa il 40%, evidenziando come anche questa problematica sia strettamente legata alla gestione della patologia diabetica.

Le disfunzioni sessuali femminili sono condizioni spesso associate e meno frequentemente indagate rispetto a quelle maschili. Di conseguenza, risultano meno conosciute le condizioni di salute predittive e le terapie farmacologiche che potrebbero peggiorarne l’evoluzione.

“Le donne con diabete presentano Disfunzione Sessuale che prevedono cause organiche e psicologiche con una pletora di manifestazioni: calo del desiderio, eccitazione ridotta con minore afflusso di sangue nella zona genitale, peggioramento dell’eccitazione, della lubrificazione vaginale, dell’orgasmo e della soddisfazione generale. Fenomeni che peggiorano in presenza di obesità che porta ad una minore soddisfazione rispetto alla propria immagine corporea. Un diabete di lunga durata e una scarsa accettazione di questa condizione è stata correlata ad una peggiore funzione sessuale” evidenzia la prof.ssa Maria Ida Maiorino, creator del simposio.

Terapie innovative per il diabete e miglioramento della funzione sessuale

L’introduzione di nuovi farmaci per il diabete di tipo 2 ha portato i clinici a valutare anche gli effetti secondari di queste terapie. Gli effetti “ancillari” di alcuni di questi farmaci sembrano infatti incidere positivamente sulla funzione sessuale maschile e femminile, migliorando la risposta gonadica. Inoltre, le terapie tradizionali per il trattamento dell’ipogonadismo e della DE meritano ulteriori indagini per confermarne il potenziale protettivo nei confronti della salute cardiovascolare.

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