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Brutta tegola per il portiere del Parma Zion Suzuki, costretto a fermarsi dopo l’infortunio rimediato nel corso del match contro il Milan. Gli esami diagnostici hanno evidenziato una frattura scomposta del terzo dito della mano sinistra associata a una frattura dello scafoide, un piccolo osso del polso particolarmente delicato per chi utilizza spesso le mani, come i portieri di calcio.
Di che tipo di infortunio si tratta
La frattura del dito comporta un’interruzione dell’integrità ossea, e quando è “scomposta” significa che i frammenti dell’osso non sono più allineati correttamente. La frattura dello scafoide, invece, è una lesione comune in seguito a cadute o impatti violenti sulla mano estesa: può risultare dolorosa e richiede particolare attenzione perché la zona è poco vascolarizzata, quindi tende a guarire più lentamente rispetto ad altre ossa.
Possibili trattamenti e percorso di guarigione
Dopo alcuni consulti specialistici, si è deciso di optare per un intervento chirurgico: il portiere giapponese si sottoporrà all’operazione nella giornata di giovedì. Proprio a causa della frattura scomposta, il trattamento conservativo (cioè con gesso o tutore) non sarebbe stato sufficiente: un intervento di riduzione e fissazione con viti o placche metalliche è utile a garantire un corretto allineamento e una guarigione stabile. La fase successiva prevede immobilizzazione, fisioterapia e riabilitazione graduale per recuperare mobilità, forza e sensibilità della mano, fondamentali per un portiere professionista.
I tempi di recupero per Suzuki
Considerando la decisione per Suzuki di andare sotto i ferri, i tempi di recupero aumentano notevolmente rispetto ad un trattamento conservativo. Per il portiere della nazionale nipponica il periodo di stop dai campi da gioco sarà all’incirca di tre mesi. Un’assenza importante per il Parma che dovrà correre ai ripari, probabilmente nel corso del mercato di gennaio, per trovare un degno sostituto tra i pali.

