La sostituzione protesica dell’anca è uno degli interventi ortopedici più comuni e risolutivi, ma attorno ad essa circolano ancora molti dubbi e false credenze. Rispondiamo ad alcune delle domande più diffuse con la collaborazione del Dott. Fabrizio Grilli, Chirugo ortopedico specializzato nel trattamento di anca e ginocchio.
È vero che una protesi d’anca dura solo 10 anni?
No, questo è un mito ormai superato. Le moderne protesi d’anca hanno una durata media di 20-25 anni, e in molti casi anche oltre, grazie ai materiali innovativi come la ceramica e le leghe di metalli ad alta resistenza. Ovviamente, la durata dipende anche da fattori individuali, come il peso corporeo e il livello di attività del paziente.
Dopo l’intervento non si può più fare sport: mito o realtà?
Mito! Certo, bisogna seguire un percorso riabilitativo adeguato, ma molte persone tornano a praticare sport, anche ad alto impatto come sci, ciclismo e tennis. Ovviamente, sport estremi o con elevato rischio di caduta devono essere valutati con cautela, ma una vita attiva è assolutamente possibile.

L’intervento è davvero l’ultima spiaggia?
Non necessariamente. In passato si tendeva a posticipare l’intervento il più possibile, ma oggi sappiamo che aspettare troppo può compromettere la qualità della vita e rendere più difficile il recupero. Se il dolore limita le attività quotidiane e non risponde più ai trattamenti conservativi, la sostituzione protesica può essere la scelta migliore per riprendere una vita normale.
Davvero l’operazione è dolorosa e il recupero lungo?
Oggi, grazie alle tecniche mininvasive e alla gestione avanzata del dolore, il recupero è molto più rapido rispetto al passato. La maggior parte dei pazienti riesce a camminare con un ausilio già il giorno dopo l’intervento e in poche settimane torna a una vita autonoma. Il dolore post-operatorio è ben controllato con farmaci specifici e diminuisce progressivamente.
Dopo la protesi non si potrà mai più accavallare le gambe: è vero?
Inizialmente, sì, ci sono alcune precauzioni da seguire per evitare lussazioni, soprattutto nei primi mesi dopo l’intervento. Tuttavia, con il tempo e un buon tono muscolare, la maggior parte dei pazienti riprende abitudini normali senza problemi.
In futuro ci saranno protesi “eterne”?
La ricerca sta facendo passi da gigante: si studiano materiali sempre più resistenti e biologicamente compatibili, e la chirurgia robotica aiuta a posizionare le protesi con una precisione millimetrica. Non possiamo ancora parlare di protesi “eterne”, ma sicuramente la loro durata continuerà a migliorare.

