Protesi d’anca e ginocchio insieme: quando operare in un’unica seduta

Intervenire contemporaneamente su anca e ginocchio è oggi una possibilità concreta nella chirurgia ortopedica moderna. Tecniche sempre più avanzate e protocolli perioperatori evoluti consentono, in casi selezionati, di ridurre i tempi complessivi di cura. Ma è davvero una scelta adatta a tutti? Ne parliamo con il Dottor Fabrizio Grilli, Chirurgo ortopedico, che chiarisce indicazioni, vantaggi e aspetti da considerare.

Dottore, è davvero possibile operare insieme anca e ginocchio?

Sì, oggi è possibile eseguire nello stesso tempo chirurgico sia una protesi d’anca sia una protesi di ginocchio. Si tratta di un’opzione che, grazie ai progressi della chirurgia e dell’anestesia, è sempre più praticata in pazienti selezionati.

Da cosa dipende questa possibilità?

Dipende principalmente da età, condizioni generali e presenza di eventuali fattori di rischio. È fondamentale una valutazione preoperatoria accurata per capire se il paziente può affrontare in sicurezza un intervento combinato.

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Fabrizio Grilli, Chirurgo ortopedico

Quali pazienti sono candidati ideali?

In generale, pazienti in buone condizioni di salute, senza patologie importanti (cardiache, respiratorie o metaboliche non controllate), sono i candidati migliori. Anche lo stile di vita e la capacità di affrontare la riabilitazione giocano un ruolo importante.

Si possono operare anche entrambe le articolazioni su entrambi i lati?

Sì, in casi selezionati è possibile eseguire interventi bilaterali, sia per l’anca sia per il ginocchio. Questo approccio consente di trattare in un’unica seduta problematiche diffuse, evitando più ricoveri.

Quali sono i vantaggi per il paziente?

Il principale vantaggio è avere un unico intervento e un unico percorso riabilitativo. I tempi di recupero sono spesso sovrapponibili a quelli di un intervento monolaterale, ma con il beneficio di risolvere contemporaneamente più problematiche articolari. Inoltre, si riducono i tempi complessivi di inattività e il numero di anestesie.

E dal punto di vista del recupero?

La riabilitazione inizia precocemente, già nei giorni immediatamente successivi all’intervento. Il percorso è strutturato e personalizzato, con l’obiettivo di recuperare mobilità, forza e autonomia nel più breve tempo possibile. 

La chiave resta sempre la personalizzazione del trattamento: solo una valutazione specialistica approfondita può indicare il percorso più sicuro e appropriato per ogni paziente.

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