Tumore al pancreas, svolta dalla ricerca: una nuova terapia sperimentale raddoppia la sopravvivenza

Il tumore al pancreas continua a essere una delle neoplasie più aggressive e difficili da curare, con possibilità terapeutiche ancora limitate e circa 15mila decessi ogni anno in Italia. Dalla ricerca, però, arriva una novità che potrebbe cambiare le prospettive per molti pazienti.

Al congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) sono stati presentati i risultati dello studio internazionale “Resolute”, che ha acceso i riflettori su daraxonrasib, una nuova molecola sperimentale somministrata per via orale. I dati hanno suscitato grande interesse nella comunità scientifica, tanto da essere illustrati durante una sessione plenaria del congresso.

Tumore al pancreas, uno studio che coinvolto circa 500 pazienti

Lo studio ha coinvolto circa 500 pazienti affetti da tumore del pancreas metastatico già sottoposti a precedenti trattamenti. Nei soggetti che hanno ricevuto daraxonrasib, la sopravvivenza media ha raggiunto i 13,2 mesi, contro i 6,7 mesi registrati con la chemioterapia tradizionale. Un risultato che, secondo gli specialisti, rappresenta uno dei progressi più importanti ottenuti negli ultimi decenni contro questa malattia, pur trattandosi ancora di un farmaco in fase sperimentale.

Alla base dell’efficacia della nuova terapia c’è il gene Kras, responsabile di oltre il 90% dei casi di adenocarcinoma duttale pancreatico. Quando mutato, questo gene favorisce la crescita incontrollata delle cellule tumorali. Daraxonrasib agisce proprio bloccando l’attività di Kras, dimostrandosi efficace sia nei tumori che presentano la mutazione sia in alcune forme che ne sono prive.

Negli Stati Uniti il farmaco è già disponibile attraverso programmi di accesso allargato per alcuni pazienti, in attesa dell’approvazione definitiva. Parallelamente, sono in corso ulteriori studi per valutarne l’impiego nelle fasi iniziali della malattia e in altri tumori legati alle mutazioni della famiglia RAS.

I possibili meccanismi di resistenza

I ricercatori stanno inoltre cercando di comprendere i possibili meccanismi di resistenza al trattamento e di individuare combinazioni terapeutiche che possano aumentarne ulteriormente l’efficacia.

«Le opzioni disponibili per i pazienti con tumore del pancreas metastatico già trattato sono poche e spesso associate a benefici limitati e a importanti effetti collaterali», ha spiegato Brian Wolpin del Dana-Farber Cancer Institute di Boston. «L’obiettivo dello studio era individuare una terapia di seconda linea più efficace e meglio tollerata rispetto alle chemioterapie oggi utilizzate».

Grande entusiasmo anche da parte degli oncologi presenti all’ASCO. Secondo gli esperti, i risultati ottenuti potrebbero segnare un cambio di passo nella cura dei tumori pancreatici associati alla mutazione di Kras. «Stiamo osservando livelli di efficacia e sopravvivenza mai raggiunti prima in questo contesto clinico», ha commentato Rachna Shroff dell’University of Arizona Cancer Center. «La possibilità di colpire il gene Kras nel tumore del pancreas non è più un’ipotesi: oggi è una realtà concreta».

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