Protti: “Il tumore è un avversario silenzioso. Sto imparando di nuovo a camminare”

La lotta contro il cancro è fatta di piccoli passi, spesso difficili, a volte dolorosi. Lo sa bene Igor Protti, ex attaccante simbolo del calcio italiano, che oggi sta affrontando una delle sfide più dure della sua vita: un tumore al colon scoperto circa dieci mesi fa.

“Sto imparando di nuovo a camminare, come quando si è bambini”. Le sue parole raccontano più di qualsiasi dato clinico. Dopo un nuovo intervento e venti giorni trascorsi a letto, il percorso di recupero è ripartito da zero, con pazienza e determinazione. La malattia, nel frattempo, ha avuto complicazioni importanti, arrivando a coinvolgere anche le vertebre.

Protti non nasconde la durezza di questo momento: il tumore viene descritto come un avversario “subdolo”, capace di mettere alla prova non solo il corpo, ma anche la mente. Eppure, nella sua voce emerge una forza profonda, quella di chi continua a combattere ogni giorno.

Accanto a lui, un sostegno che va oltre la medicina: quello delle persone. I messaggi ricevuti da tifosi e appassionati rappresentano una spinta emotiva fondamentale. “Mi chiedono di non mollare”, racconta. Un segnale forte di come lo sport, spesso visto come divisione, sappia invece unire e creare comunità nei momenti più difficili.

La resilienza, dentro e fuori dal campo

La storia di Protti è sempre stata legata alla capacità di superare i limiti. Lo dimostra anche un episodio della sua giovinezza, quando Arrigo Sacchi gli disse che, per caratteristiche, avrebbe potuto ambire al massimo alla Serie C.

Una previsione che, col tempo, si è rivelata errata. Con lavoro, sacrificio e passione, Protti è riuscito a costruire una carriera importante, arrivando fino al titolo di capocannoniere in Serie A.

Oggi quello stesso spirito torna centrale, ma in un contesto diverso: non più uno stadio, ma un percorso di cura. Il messaggio resta lo stesso — i limiti possono essere superati, anche quando sembrano invalicabili.

Il valore della prevenzione e della consapevolezza

La sua testimonianza riporta al centro un tema fondamentale: il tumore al colon è una patologia diffusa, ma spesso silenziosa nelle fasi iniziali. Proprio per questo, la prevenzione e i controlli periodici diventano strumenti decisivi.

Raccontare pubblicamente la propria esperienza, come sta facendo Protti, significa contribuire a creare maggiore consapevolezza e ricordare quanto sia importante ascoltare il proprio corpo.

Tra memoria, cinema e vita

Nei prossimi giorni arriverà anche al cinema il film “Igor. L’eroe romantico del calcio”, girato poco prima della scoperta della malattia. Un racconto che ripercorre la sua carriera, dagli inizi nelle giovanili fino all’ultima partita.

Quasi un passaggio simbolico tra due vite: quella dell’atleta e quella dell’uomo che oggi affronta una nuova sfida, forse la più importante. Parallelamente, Protti ha presentato anche il libro scritto insieme al giornalista Michele Salomone, un ulteriore tassello di una storia fatta di sport, emozioni e identità.

Una battaglia quotidiana

“È una battaglia difficile, ma la affronto ogni giorno”. In questa frase c’è tutto: la fatica, la paura, ma anche la volontà di andare avanti. La sua storia oggi non parla solo di calcio, ma di resilienza, fragilità e forza. E soprattutto ricorda che, anche nei momenti più duri, ogni passo — anche il più piccolo — è già una conquista.

Credit Photo: LaPresse

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