Nuove soluzioni tecnologiche con DUPLICITY – Qui Salute Magazine
Nel campo della ricerca, le soluzioni tecnologiche per migliorare la fruizione alla cultura sono in continua evoluzione. Tuttavia, le innovazioni digitali non sempre risultano accessibili, in particolare a persone con esigenze specifiche, come chi ha disabilità visive. Per superare queste barriere, è fondamentale progettare soluzioni che semplifichino l’interazione con i contenuti culturali, assicurandone l’accessibilità per ogni tipologia di utente.
È proprio su questo fronte che interviene il progetto DUPLICITY, proponendo una soluzione innovativa e sperimentale che crea un ponte tra realtà virtuale e mondo fisico per rendere l’esperienza culturale inclusiva e per superare le barriere che limitano l’accesso alle nuove tecnologie.
L’ambizioso obiettivo verrà raggiunto grazie a un partenariato che vede come capofila ETT S.p.A., insieme all’Università di Pisa (Dipartimento di Informatica) e a Fablab Venezia e sarà realizzato grazie al finanziamento dell’Ecosistema iNEST – Interconnected NordEst Innovation Ecosystem, nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
DUPLICITY: un sistema integrato per una fruizione partecipativa
Il progetto prevede la scansione digitale del Ghetto Nuovo di Venezia, creando una replica fedele dello spazio architettonico e urbano. Questo patrimonio sarà accessibile attraverso due piattaforme complementari e interconnesse: un metaverso, cioè un ambiente digitale immersivo in cui gli utenti possono esplorare il Ghetto, e un modello 3D stampato dotato di sensori tattili.
L’aspetto innovativo del progetto è il sistema di comunicazione tra il modello fisico e il metaverso: ogni tocco sul modello 3D stampato si riflette in tempo reale nell’ambiente virtuale, rendendolo visibile a tutti gli utenti connessi. Inoltre, il progetto prevede l’integrazione di una chat audio che permetterà agli utenti di comunicare tra loro e condividere le proprie esperienze. Questo permetterà, per la prima volta, una fruizione condivisa dei contenuti da parte di utenti distanti e con diverse sensibilità e necessità di comprensione, aprendo nuove possibilità per l’apprendimento, la ricerca e l’intrattenimento. Grazie a questa innovazione, il Ghetto Nuovo di Venezia si trasformerà in un luogo di incontro e condivisione virtuale, superando i confini fisici e temporali e ampliando le opportunità di accesso alla cultura.
Scalabilità e prospettive future
DUPLICITY non è solo un progetto sperimentale, ma un modello replicabile. La tecnologia sviluppata può essere applicata ad altri siti storici, in Italia e all’estero, ampliando l’accesso alla cultura non solo in relazione al patrimonio, ma anche nell’ambito della didattica e dell’apprendimento.
Ogni esperienza può essere adattata alle esigenze specifiche dell’utente, rendendo l’accesso alle risorse culturali e educative più inclusivo per persone con diverse abilità e preferenze di apprendimento. Per esempio, persone con disabilità motorie possono esplorare luoghi inaccessibili nel mondo reale, mentre chi ha difficoltà uditive o visive può beneficiare di contenuti e metodi di fruizione adattati alle proprie necessità. Questa attenzione all’inclusione e alla personalizzazione dell’esperienza arricchisce ulteriormente il progetto, aprendo la strada a nuove possibilità per iniziative future da applicare a contesti diversi.
Con la sua combinazione di innovazione e inclusione, DUPLICITY è un esempio di come la digitalizzazione possa abbattere barriere e promuovere una fruizione universale e personalizzata della cultura, contribuendo a una società più inclusiva.

