Doppio trapianto di pancreas e rene con robot al Niguarda. Prima volta in Italia

Una forma severa di diabete aveva reso inevitabile l’inserimento in lista per un trapianto di pancreas già nel 2021. Con il passare del tempo, al quadro clinico si era aggiunta anche un’insufficienza renale cronica che costringeva il paziente, un uomo di circa 50 anni, a sottoporsi regolarmente alla dialisi. Dal 2024, dunque, l’attesa si era estesa anche a un trapianto di rene.

La svolta decisiva è arrivata all’Ospedale Niguarda di Milano, dove l’uomo è stato sottoposto a un intervento destinato a entrare nella storia della medicina italiana. Per la prima volta nel nostro Paese, infatti, un trapianto combinato di rene e pancreas è stato eseguito interamente con l’ausilio di un robot chirurgico. Un primato che si traduce in benefici concreti: incisioni ridotte a pochi millimetri, tempi di degenza più brevi e un rischio minimo di effetti collaterali. Ma soprattutto un risultato clinico straordinario: al termine dell’operazione il paziente è guarito dal diabete ed è stato liberato dalla dialisi.

L’équipe guidata da Stefano Di Sandro

A guidare l’intervento è stato Stefano Di Sandro, neo direttore della Chirurgia Epatica e dei Trapianti di Fegato e Rene del Niguarda, affiancato dalla sua équipe altamente specializzata.

“I trapianti di organi solidi – spiega Di Sandro – sono interventi di alta complessità per diversi motivi: le condizioni di malattia dei riceventi, la complessità di manovre chirurgiche invasive e demolitive, e l’estrema difficoltà delle fasi di impianto e ricostruzione dei nuovi organi, tutte fasi cruciali per il successo del trapianto e per l’efficacia a breve e lungo termine della cura del paziente”.

Perché il pancreas è l’organo più complesso

Nel caso specifico del pancreas, il rischio di complicanze vascolari è notoriamente superiore rispetto ad altri trapianti. È proprio questa criticità che ha spinto il team a compiere un passo ulteriore sul fronte dell’innovazione tecnologica.

“Per questo abbiamo pensato e deciso di adottare una tecnica robotica in tutte le fasi del trapianto combinato. Anni fa era stato eseguito un intervento simile a Pisa con un approccio chirurgico ‘ibrido’, ovvero il robot era stato usato alternandolo a tecniche più tradizionali per alcune fasi dell’intervento, considerate ugualmente efficaci ma maggiormente invasive. Sulla scorta delle informazioni disponibili il nostro intervento, compiuto il 10 Dicembre 2025, sarebbe il primo caso in Italia di un approccio puramente robotico”.

Un lavoro corale dietro al successo

La preparazione di un trapianto combinato di questa portata ha richiesto una collaborazione capillare tra decine di professionisti dell’ospedale. Un coordinamento reso possibile grazie al contributo di Enrico Minetti, direttore della Nefrologia, Federico Bertuzzi, direttore della Diabetologia, e Gianpaola Monti, direttrice dell’Anestesia e Rianimazione 2. Accanto a loro, lo staff tecnico e infermieristico ha seguito ogni fase dell’intervento e del decorso post-operatorio.

“Uno straordinario lavoro di squadra – continua Di Sandro – che è stato fondamentale per raggiungere un importante successo della chirurgia dei trapianti, e che rappresenta un passo avanti tecnico e tecnologico capace di fare da apripista: la prospettiva futura è proprio quella di realizzare quanti più trapianti possibile con questa nuova modalità, portando interventi ad altissima complessità a diventare sempre più mininvasivi, precisi e accurati”.

Una nuova vita senza insulina né dialisi

Dopo l’operazione, il decorso clinico è stato rapido e senza complicazioni. Il paziente è già stato dimesso, i nuovi organi funzionano perfettamente e ha potuto riprendere una vita attiva, senza più la necessità di insulina e libero dalla dialisi.

Niguarda ai vertici della trapiantologia internazionale

Stefano Di Sandro è entrato ufficialmente in servizio al Niguarda l’1 Dicembre 2025. In appena un mese, oltre allo storico trapianto robotico combinato, ha eseguito insieme alla sua équipe 31 trapianti: 16 di fegato e 14 di rene, con una media impressionante di un intervento al giorno, festività incluse. Molti di questi sono stati realizzati con un approccio totalmente robotico, grazie a una piattaforma dedicata attiva 24 ore su 24, sette giorni su sette.

Numeri che confermano l’ospedale Niguarda ai vertici nazionali per quantità e qualità dei trapianti e che trovano riscontro anche a livello internazionale. Un riconoscimento ribadito dalla classifica “World Best Hospitals 2026” di Newsweek-Statista, che ha nuovamente premiato la struttura milanese come prima realtà pubblica d’Italia e tra le prime 50 al mondo.

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