Il Napoli deve fare i conti con un nuovo allarme a centrocampo. Stanislav Lobotka ha accusato un sovraccarico al bicipite femorale durante l’ultimo allenamento dopo la trasferta di Verona e la sua presenza nel prossimo match di Serie A contro il Torino è ora fortemente in dubbio.
Non si tratta di un problema muscolare grave, ma sufficiente a far scattare l’allerta in un momento delicato della stagione. Proprio per questo la società non intende correre rischi, consapevole che un recupero affrettato potrebbe trasformare un problema gestibile in uno stop ben più lungo.
Infortunio Lobotka: cos’è il sovraccarico al bicipite femorale
Il bicipite femorale è uno dei muscoli principali della parte posteriore della coscia ed è sottoposto a forti sollecitazioni nel calcio moderno: scatti, cambi di direzione, frenate improvvise e continui recuperi difensivi.
Il sovraccarico muscolare non è una lesione vera e propria, ma una condizione di affaticamento dovuta a uno stress eccessivo del muscolo, spesso legato a impegni ravvicinati, carichi di lavoro elevati o a un recupero non completo.
È un segnale che il corpo manda per chiedere una pausa: ignorarlo può portare a stiramenti o lesioni, con tempi di stop decisamente più lunghi.
Tempi di recupero: quando torna Lobotka
In casi come quello di Lobotka, i tempi di recupero sono generalmente contenuti, soprattutto se il problema viene affrontato subito. Per un sovraccarico lieve possono bastare 3–5 giorni, mentre situazioni più fastidiose possono richiedere una settimana o poco più prima del rientro completo.
Molto dipenderà dalle sensazioni del giocatore e dalle risposte del muscolo nei prossimi allenamenti, che saranno graduali e controllati.
Il percorso di trattamento
Il protocollo prevede un approccio conservativo: riduzione dei carichi, riposo funzionale e terapie fisiche mirate, come crioterapia e trattamenti decontratturanti. Successivamente si passa a un lavoro specifico in palestra e poi al rientro progressivo sul campo, prima in forma individuale e solo in un secondo momento con il gruppo.
La parola d’ordine è prudenza, soprattutto per un calciatore che basa il suo rendimento su continuità, intensità e pulizia tecnica.
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