lunedì, Gennaio 19, 2026

Primo pacemaker senza fili impiantato a una bambina di 11 anni

Impiantato pacemaker senza fili all’Ospedale Pedaitrico Meyer di Firenze – Qui Salute Magazine

Un importante traguardo medico è stato raggiunto all’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, dove è stato impiantato un pacemaker bicamerale senza fili a una bambina di 11 anni, affetta da una grave cardiopatia congenita. Si tratta del primo intervento di questo tipo in un paziente pediatrico in Toscana, il secondo in Italia e uno dei primissimi in assoluto a livello mondiale. La piccola, che si trovava in condizioni critiche al momento del ricovero, oggi sta bene ed è tornata a casa, pronta a riprendere la sua quotidianità senza restrizioni.

Un impianto di salvavita

La giovane paziente era già stata sottoposta, a soli due anni di età, all’impianto di un pacemaker epicardico. Tuttavia, a causa del deterioramento del catetere ventricolare di quel dispositivo, si è resa necessaria una nuova operazione. Il quadro clinico era particolarmente delicato: la bambina presentava un blocco atrioventricolare completo e una frequenza cardiaca talmente bassa da non consentire una vita normale.

Vista la necessità di un supporto continuo e duraturo per il cuore, e considerando l’introduzione recente di tecnologie avanzate nel campo della stimolazione cardiaca, l’équipe medica ha deciso di optare per un pacemaker bicamerale senza fili. L’intervento, durato circa due ore, è stato eseguito con tecnica mini-invasiva, senza incisioni chirurgiche e con accesso venoso percutaneo.

La tecnologia leadless

Il pacemaker utilizzato è una delle innovazioni più avanzate in ambito cardiologico. A differenza dei dispositivi tradizionali, questo apparecchio non richiede fili o cateteri per collegare il generatore elettrico al cuore. È composto da due unità autonome (una impiantata nel setto interventricolare e l’altra nell’atrio destro) che comunicano tra loro tramite una sofisticata connessione wireless basata su tecnologia bluetooth.

Di dimensioni inferiori a una batteria ministilo, il pacemaker leadless è particolarmente adatto ai bambini, in quanto riduce drasticamente il rischio di complicanze legate ai fili, che tendono a usurarsi nel tempo, soprattutto nei pazienti in crescita. Inoltre, il dispositivo può essere rimosso e sostituito in modo non invasivo quando la batteria, che dura il doppio rispetto a quella dei pacemaker convenzionali, si esaurisce.

Un lavoro di squadra

L’intervento è stato possibile grazie al lavoro congiunto degli elettrofisiologi del Gruppo interaziendale APE (Aritmologia Pediatrica e dell’Età Evolutiva) e del team di anestesisti del Meyer, guidati dal professor Zaccaria Ricci. La dott.ssa Marzia Giaccardi, cardiologa dell’Ospedale Santa Maria Annunziata e responsabile del progetto APE, ha sottolineato i numerosi vantaggi del dispositivo: oltre all’assenza di cicatrici e tasche sottocutanee, offre un rischio minore di infezioni e una stimolazione cardiaca più naturale. Anche il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha elogiato il successo dell’intervento, definendolo un esempio della qualità della sanità pubblica toscana e dell’importanza delle sinergie tra ospedali e aziende sanitarie.

Il progetto APE

Questo importante traguardo è il risultato del progetto APE, attivo da circa un anno al Meyer, nato con l’obiettivo di diagnosticare e trattare le aritmie nei pazienti in età evolutiva. Il programma comprende attività ambulatoriali e interventistiche in sala di Elettrofisiologia, in collaborazione con l’ASL Toscana Centro. Ad oggi sono già state effettuate oltre 100 procedure, tra cui ablazioni, impianti di defibrillatori e pacemaker.

Il progetto APE rappresenta un modello virtuoso di medicina pediatrica avanzata, offrendo ai bambini con problemi cardiaci la possibilità di vivere una vita piena e attiva, spesso senza più bisogno di farmaci. Grazie a tecnologie come questa, il futuro della cardiologia pediatrica si presenta sempre più innovativo, sicuro e su misura per i più piccoli.

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