lunedì, Gennaio 19, 2026

Messo a punto un pacemaker più piccolo di un chicco di riso: rivoluzionaria innovazione per la cardiologia pediatrica

Cardiologia pediatrica: un dispositivo temporaneo, biocompatibile e completamente riassorbibile: pensato per i bambini, potrebbe cambiare il futuro della stimolazione cardiaca post-operatoria

Una vera e propria rivoluzione nel campo della tecnologia medica arriva dalla Northwestern University, negli Stati Uniti, dove un gruppo di ricercatori ha sviluppato un pacemaker temporaneo dalle dimensioni incredibilmente ridotte: è più piccolo di un chicco di riso. Ma la sua miniaturizzazione non è l’unico punto di forza. Questo nuovo dispositivo, infatti, non richiede interventi chirurgici invasivi né per l’impianto né per la rimozione. È totalmente biocompatibile e, una volta terminata la sua funzione, si dissolve naturalmente all’interno dell’organismo, eliminando la necessità di ulteriori procedure.

A presentare questa straordinaria innovazione è stato il professor John A. Rogers, coordinatore del team di ricerca, attraverso un articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature. “Abbiamo sviluppato quello che, a nostra conoscenza, è il pacemaker più piccolo del mondo”, ha dichiarato Rogers, sottolineando l’importanza del dispositivo, pensato soprattutto per rispondere alle esigenze dei pazienti pediatrici.

Secondo i dati forniti da Igor Efimov, cardiologo e membro del team, circa l’1% dei bambini nasce con difetti cardiaci congeniti. Spesso, dopo un intervento chirurgico, questi piccoli pazienti necessitano di una stimolazione cardiaca solo per un periodo limitato di tempo. “La buona notizia – spiega Efimov – è che nella maggior parte dei casi il cuore si autoripara in circa sette giorni. Tuttavia, quei sette giorni sono cruciali e possono fare la differenza tra la vita e la morte”.

Ed è proprio in questo lasso di tempo che il nuovo pacemaker potrebbe fare la differenza. Rispetto ai dispositivi temporanei attualmente in uso, che prevedono l’impiego di elettrodi collegati a un’unità esterna e comportano un certo rischio nel momento della rimozione, il nuovo dispositivo rappresenta un’alternativa molto più sicura e meno traumatica. La rimozione degli elettrodi tradizionali, infatti, può causare complicazioni, soprattutto nei pazienti più fragili o di piccole dimensioni come i neonati.

Questo pacemaker innovativo, invece, può essere applicato direttamente sul cuore e non richiede alcun cavo fisico collegato a dispositivi esterni. Il suo funzionamento è reso possibile da un apparecchio esterno che emette impulsi a luce infrarossa per stimolare il cuore. L’energia necessaria al suo funzionamento viene prodotta attraverso una tecnologia ingegnosa che sfrutta i fluidi corporei come elettroliti conduttori. Questi fluidi permettono il collegamento elettrico tra due piccoli cuscinetti metallici, dando vita a una sorta di micro-batteria naturale.

“La natura riassorbibile del dispositivo – conclude Rogers – ci consente di evitare completamente qualsiasi procedura chirurgica di estrazione successiva, rendendolo ideale non solo per i bambini, ma anche per gli adulti che necessitano di una stimolazione cardiaca temporanea”.

Il pacemaker è stato già testato con successo su modelli animali e su cuori umani provenienti da donatori deceduti, con risultati estremamente promettenti. Questa tecnologia potrebbe presto segnare un punto di svolta nell’assistenza cardiologica post-operatoria, offrendo una soluzione meno invasiva, più sicura e perfettamente adattabile alle esigenze anche dei pazienti più piccoli.

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