Liste d’attesa, quasi 2 milioni di visite ed esami fuori tempo nel 2026: migliorano i dati, ma restano criticità

Le liste d’attesa continuano a rappresentare una delle principali sfide della sanità italiana. Nel primo quadrimestre del 2026, infatti, quasi 2 milioni di visite specialistiche ed esami diagnostici non sono stati erogati entro i tempi previsti: si tratta di oltre 1,9 milioni di prestazioni effettuate in ritardo tra visite, Tac, risonanze magnetiche ed ecografie.

Nonostante il dato resti elevato, dall’analisi dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) emerge un miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2025. La percentuale di visite specialistiche garantite nei tempi stabiliti è salita dal 76,1% al 78,7%, mentre per gli esami diagnostici si è passati dall’83% all’84,7%.

Liste d’attesa, i risultati delle varie regioni

Sedici regioni mostrano risultati positivi per quanto riguarda le prime visite specialistiche, mentre quindici registrano progressi anche sugli esami diagnostici. Tra le realtà più virtuose figura la Liguria, indicata da Agenas come esempio di miglioramento nella gestione delle prenotazioni e nell’erogazione delle prestazioni. Restano invece in difficoltà Abruzzo, Provincia Autonoma di Trento, Sicilia e Valle d’Aosta, che evidenziano criticità in entrambi gli ambiti.

Per aumentare la trasparenza, Agenas ha inoltre presentato il nuovo “Cruscotto 2.0”, una piattaforma online che permette ai cittadini di consultare i dati regionali sulle liste d’attesa attraverso un sistema a colori: verde per le prestazioni erogate nei tempi previsti, giallo per quelle vicine alla scadenza e rosso per quelle oltre i limiti. Il sistema si basa su oltre 65 milioni di prenotazioni raccolte tra il 2025 e il 2026.

Rimangono criticità e differenze territoriali

Permangono però differenze territoriali e problemi legati all’assegnazione dei codici di priorità. Secondo Agenas, alcune regioni del Centro-Sud presentano una percentuale molto elevata di prescrizioni classificate come non urgenti, un elemento che potrebbe contribuire ad allungare inutilmente i tempi di attesa per molti pazienti.

Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha sottolineato come i primi risultati mostrino segnali incoraggianti e ha attribuito il miglioramento alle misure introdotte dal decreto sulle liste d’attesa. Secondo il ministro, il trend sta iniziando a invertire la rotta, anche se il percorso per ridurre in modo significativo i ritardi resta ancora lungo.

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