Liste d’attesa, Schillaci: “In oltre mille ospedali miglioramenti superiori al 20%”

Arrivano segnali incoraggianti sul fronte delle liste d’attesa nella sanità italiana. Lo ha sottolineato il ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenuto a Unomattina, parlando di risultati positivi già visibili in diverse strutture del Paese.

Liste d’attesa, il grande miglioramento sottolineato dal ministro

Secondo il ministro, sono oltre mille gli ospedali che hanno registrato un miglioramento superiore al 20% sia nel numero delle prestazioni erogate sia nella riduzione dei tempi di attesa rispetto allo scorso anno. Un trend che, pur con differenze territoriali, mostra come in alcune realtà i progressi siano già tangibili: in alcuni centri, ad esempio, una Tac al torace può essere effettuata in appena quattro giorni, mentre per una visita cardiologica specialistica si arriva a cinque.

Schillaci ha evidenziato come la normativa sulle liste d’attesa, laddove applicata in maniera efficace, stia dando risultati concreti. Oggi, ha spiegato, l’81% delle visite specialistiche viene garantito entro i tempi previsti, con dati in miglioramento nei primi mesi del 2025 rispetto all’anno precedente. Resta però aperta la sfida su quel 20% di prestazioni che ancora non viene assicurato nei tempi richiesti.

I nodi da affrontare

Tra i nodi da affrontare, il ministro ha richiamato anche il tema dell’appropriatezza prescrittiva. Quasi un esame su cinque, infatti, viene ritenuto non necessario e questo finisce per appesantire il sistema sanitario, contribuendo ad allungare le attese.

L’obiettivo, ha spiegato, non è limitare l’accesso alle cure, ma fare in modo che chi ha davvero bisogno possa ottenere esami e visite nei tempi giusti. In questo quadro rientra anche il lavoro per tutelare maggiormente i medici nelle prescrizioni, compresa la possibilità di negare prestazioni ritenute inutili senza timori legati alla responsabilità professionale.

Al lavoro con l’ISS per aggiornare le linee guida

Parallelamente prosegue il lavoro, anche con l’Istituto Superiore di Sanità, per aggiornare linee guida e buone pratiche cliniche, puntando su una cultura sanitaria più efficiente e su un rapporto di fiducia tra cittadini e Servizio sanitario nazionale.

Particolare attenzione, infine, ai pazienti più fragili. Per loro, ha sottolineato Schillaci, serve un sistema che non dipenda esclusivamente dal Cup, ma percorsi dedicati gestiti direttamente da chi ha in carico il paziente e dalle strutture sanitarie di riferimento. Un passaggio ritenuto fondamentale per garantire un accesso alle cure più rapido ed equo.

Credit Photo: rainews.it

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Ultimi articoli