venerdì, Dicembre 5, 2025

Dal 5 all’8 ottobre torna la Genova Jeans: il Comune ligure e la politica green

A Genova torna la Genova Jeans

Genova torna capitale del jeans con GenovaJeans. L’evento, dal format unico e nuovo, che si svolgerà nel centro storico, trasformerà per l’occasione il capoluogo ligure in un networking space a cielo aperto con l’obiettivo di creare una jeans community innovativa dall’approccio circolare ed inclusivo, in linea con la politica green intrapresa dal Comune di Genova e con l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Da domani 5 ottobre fino all’8 si snoderà l’evento ideato da Manuela Arata, oggi Presidente di GenovaJeans, un momento in cui prende forma il concetto di jeans di nuova generazione che rappresenterà tutti i suoi valori attraverso design, arte, innovazione e produzione responsabile. Genova sarà trasformata nel punto di riferimento e vetrina nazionale e internazionale per tutti gli innovatori e la jeans community: dai creatori, ai produttori, fino al consumatore contemporaneo, abbracciando la cultura del design e dell’innovazione responsabile e diventando protagonista del cambiamento.

L’evento si svolgerà nel centro storico, tra via Prè, via del Campo, via di Fossatello e via San Luca: previste mostre, laboratori, momenti di formazione e workshop, anche grazie alla collaborazione con partner industriali come Candiani e Diesel.

La storia del jeans legata a Genova

Il primo cenno viene ricondotto alla città di Genova nel XVI secolo e più precisamente al porto antico dove questa tela di colore blu veniva creata e usata per la fabbricazione delle vele delle navi e per i teloni da copertura, in quanto molto resistente, duratura e facilmente lavabile. Il termine blue jeans deriva probabilmente dalla frase “Blue de Genes” cioè blu di Genova. Con le grandi emigrazioni, intorno all’ ottocento, la tela blu di Genova arrivò in America dove venne utilizzata per creare abiti da lavoro per i minatori. Ed è proprio qui che il nome originario cambiò da in blue jeans. Il termine jeans venne poi utilizzato per disegnare non il tessuto ma un modello di pantaloni. Fu infatti nel 1873 che nacque il primo jeans denim grazie a Levi Strauss il quale aprì a San Francisco un negozio di oggetti per i cercatori d’oro e utilizzando il denim ideò con un sarto il primo jeans. Insomma: i genovesi sono stati i primi ad avere l’idea di tingere di blu indaco un fustagno prodotto nella città ligure.

Il pensiero del sindaco Bucci

Mi aspetto che la gente al mondo inizi a capire che il jeans è nato qui, non per spirito campanilismo ma perché nessuno non sa cosa è il jeans e non possiamo permetterci che un’occasione così vada alle ortiche” aveva spiegato a margine della presentazione dell’evento il sindaco della città ligure Marco Bucci. “Significa visibilità, turismo, cultura: ci stiamo sforzando per fare in modo che sia un evento a livello internazionale. L’edizione di ottobre di Genova Jeans costerà certamente più di mezzo milione di euro ma in realtà l’investimento è molto più cospicuo perché ci sono persone e risorse associate a questo evento. Ricordiamo però che questi investimenti ripagano sempre in visibilità e cultura nel medio e lungo termine. Noi abbiamo delle risorse e le spendiamo, non siamo come qualcun altro che tiene le risorse ‘in banca’. Un’amministrazione che non spende le proprie risorse è un’amministrazione che non sa fare il bene del proprio territorio. Quando si fanno polemiche totalmente inutili sui soldi spesi dovrebbe essere il contrario. Io le farei sul fatto che i soldi non vengano spesi“.

 

 

 

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