Le voci giravano da settimane, ora c’è l’ufficialità. Giancarlo Bizzarri e Paolo Petralia lasciano la Liguria per il Veneto. Nella mattinata del 28 febbraio il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ha firmato i decreti di nomina dei nuovi direttori generali.
Bizzarri, che era alla guida di Liguria Salute, andrà a dirigere la Ulss2 Marca Trevigiana. Petralia, dopo la mancata conferma alla Asl 4 e il recente incarico al Villa Scassi di Genova, è stato scelto per guidare l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, una delle realtà sanitarie più importanti del Paese. Un doppio addio che pesa e che obbliga ora la Regione a correre ai ripari.
Bizzarri lascia Liguria Salute
Per Bizzarri si tratta di un ritorno in Veneto con un incarico di primo piano. La sua uscita apre però un vuoto in un nodo strategico del sistema sanitario ligure. Liguria Salute – nata dalla riorganizzazione di Alisa – è il perno della programmazione e del monitoraggio. In una fase delicata tra liste d’attesa, riforma e riorganizzazione territoriale, servirà una guida capace di garantire continuità immediata.
Petralia, addio dopo due mesi
Ancora più rapido il passaggio di Petralia. Dopo l’esperienza alla Asl 4, era stato destinato al coordinamento del Villa Scassi, all’interno dell’azienda ospedaliera metropolitana diretta da Monica Calamai. Un ruolo con margini ridotti. Ora la chiamata da Verona rappresenta per lui una promozione netta e di prestigio.
Pressione sulla Regione
Il doppio trasferimento mette pressione al presidente Marco Bucci, all’assessore alla Sanità Massimo Nicolò e al direttore del dipartimento Salute Paolo Bordon. I tempi sono strettissimi: entrambi i manager hanno già preso servizio.
Non si tratta solo di riempire caselle. Le nuove nomine avranno un peso politico e gestionale significativo, soprattutto nel pieno di una riforma sanitaria che sta già creando tensioni e malumori, non solo nelle opposizioni ma anche tra molti operatori del settore.
Una transizione delicata
Il passaggio di due dirigenti verso un’altra regione riapre anche il tema dell’attrattività del sistema ligure. Le carriere seguono opportunità e percorsi professionali, certo. Ma la stabilità ai vertici è fondamentale per garantire programmazione e risultati.
Ora l’attenzione è tutta sulle prossime mosse della Regione: servono nomi forti, competenze solide e una visione chiara. Perché in sanità i vuoti si sentono subito. E il rischio di rallentamenti, in questa fase, è qualcosa che la Liguria non può permettersi.

