Con le 3 nuove lauree specialistiche gli infermieri potranno prescrivere trattamenti assistenziali, ma i medici non ci stanno

Gli infermieri potranno presto prescrivere trattamenti assistenziali e tecnologie specifiche, come presidi sanitari e ausili, per garantire la continuità e la sicurezza delle cure. Questa importante novità potrebbe diventare realtà grazie alla creazione di tre aree di specializzazione infermieristica: Cure Primarie e Sanità Pubblica, Cure Pediatriche e Neonatali, e Cure Intensive ed Emergenza. Questo passo evolutivo per la professione infermieristica è stato annunciato durante il Consiglio Nazionale della Fnopi, con la partecipazione del Ministro della Salute, Orazio Schillaci, che ha illustrato le novità imminenti per il settore sanitario.

“Stiamo lavorando a un progetto complessivo che guarda al futuro della sanità italiana e al ruolo cruciale che gli infermieri ricoprono oggi e che svolgeranno nell’assistenza sul territorio – ha dichiarato Schillaci -. La vostra professionalità e il vostro contributo sono insostituibili per garantire qualità alla sanità pubblica. Grazie a voi, il nostro servizio sanitario potrà affrontare con maggiore forza e preparazione le sfide future, rispondendo in modo efficace alle esigenze dei cittadini”.
Per la FNOPI si tratta di “una svolta epocale, attesa da anni, che concretizza un proficuo dialogo con i ministri Orazio Schillaci e Anna Maria Bernini, sin dal loro insediamento, e con tutte le Direzioni generali coinvolte, a partire da quella delle Professioni sanitarie e delle Risorse umane del Servizio Sanitario Nazionale, diretta da Mariella Mainolfi, e quella degli Ordinamenti della formazione del MUR, diretta da Gianluca Cerracchio.

La reazione dei medici

La notizia delle nuove competenze attribuite agli infermieri ha suscitato preoccupazione tra i medici. “Apprendiamo, da notizie di stampa, che, con l’introduzione delle nuove lauree specialistiche per infermieri, si apre la strada alla prescrizione infermieristica di trattamenti assistenziali e tecnologie specifiche, come i presidi e gli ausili. Siamo sconcertati e rammaricati per non essere stati interpellati – così come prevederebbe la Legge, a tutela della Salute pubblica – su questa delicata materia, che presuppone un passaggio di competenze specialistiche”, ha dichiarato Filippo Anelli, Presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri.

“La prescrizione presuppone una diagnosi – spiega Anelli – e la diagnosi è di competenza del medico. Una competenza che il medico non si arroga, ma che gli viene conferita dalla Legge, secondo il suo percorso di studi. La diagnosi è un atto medico complesso, che ha come fondamento tutta una serie di conoscenze che coinvolgono l’intero percorso di studi e non si esauriscono in uno o due esami universitari”.

Anelli ha continuato: “La Legge stessa prevede che per attribuire a una professione nuove competenze vadano ascoltate le altre professioni coinvolte. Non comprendiamo dunque perché non siamo stati chiamati ai tavoli di confronto e abbiamo dovuto apprendere del progetto a cose fatte. Ci sentiamo inoltre non ascoltati e non considerati dal Ministro Orazio Schillaci e dai rappresentanti del Ministero, e questo ci sembra tanto più scorretto e ingrato in un momento in cui i medici, nonostante le gravissime carenze del sistema, continuano a sostenere il Servizio sanitario nazionale”.

Il Presidente della Fnomceo ha poi concluso: “Attendiamo di esaminare il provvedimento, che non conosciamo: laddove fossero attribuite ad altri professionisti competenze esclusive del medico, saremmo costretti a valutarne l’impugnazione”.

La risposta della FNOPI: nessuna invasione di competenze mediche

Alla reazione dei medici ha risposto prontamente la FNOPI, ribadendo che non c’è alcuna volontà di invadere il campo medico. “La possibilità di prescrizione che viene riconosciuta agli infermieri riguarda presìdi e ausili e tutto quanto legato al processo di assistenza infermieristica. Qualora fosse necessario, ribadisco che gli infermieri italiani non intendono minimamente appropriarsi della diagnosi medica che resta esclusiva della professione medica insieme al percorso terapeutico medico. Ma da 30 anni esiste la diagnosi infermieristica assistenziale prevista per norma: basta leggere il Profilo. Nessuno sta toccando le prerogative dei medici, anzi è un arricchimento per il lavoro d’equipe che va nella direzione della gestione della complessità e che impatta su tutto il sistema salute”.

Con questa precisazione, la FNOPI vuole chiarire che il nuovo ruolo prescritto agli infermieri non mira a sovrapporsi a quello dei medici, ma a potenziare l’efficienza dell’intero sistema sanitario, ottimizzando la gestione delle cure e facilitando la collaborazione tra professionisti. Il dialogo tra le diverse professioni sanitarie rimane cruciale per affrontare con successo le sfide future della sanità italiana.

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