Influenza, in arrivo in Italia una variante più aggressiva: ecco i sintomi da riconoscere

Quest’anno l’ondata influenzale potrebbe colpire l’Italia con una forza superiore rispetto alla scorsa stagione, con una stime che oscilla tra i 15 e i 16 milioni di contagi. A essere maggiormente esposti ai rischi sono, come sempre, gli anziani e le persone più fragili.

Gli esperti raccomandano prudenza: indossare la mascherina sui mezzi pubblici e, in caso di sintomi sospetti, evitare di vedere i nonni o persone vulnerabili, preferendo magari una videochiamata. “In base ai dati provenienti da Australia e Giappone, dove l’influenza si è manifestata in modo particolarmente intenso, ci aspettiamo un’ondata simile anche in Italia”, spiega Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’Università di Milano. I primi casi sono già stati registrati, ma il picco è previsto tra la fine dell’anno e l’inizio del 2026.

I sintomi tipici dell’influenza

“L’influenza vera e propria – precisa Pregliasco – si manifesta con febbre alta e improvvisa (oltre i 38°C), associata ad almeno un sintomo respiratorio come naso chiuso o che cola, gola arrossata o occhi irritati, e ad almeno un sintomo sistemico, tra dolori muscolari, articolari e forte stanchezza”. Ogni anno i virus influenzali subiscono variazioni, ma i sintomi principali restano riconoscibili.

Questa combinazione di segnali è ciò che distingue l’influenza da altri virus respiratori, che tendono a presentarsi in forma più leggera e graduale. Il periodo di incubazione è breve, circa 2-3 giorni, e la malattia di solito si risolve entro 4-5 giorni, anche se la sensazione di debolezza può durare più a lungo. “Le forme virali più lievi – aggiunge Pregliasco – si sviluppano più lentamente, ma possono protrarsi anche per dieci giorni”.

Vaccinarsi resta la difesa migliore

Il vaccino rimane l’arma più efficace per ridurre la diffusione del virus e prevenire complicazioni. “La vaccinazione antinfluenzale è ancora sottovalutata, ma è fondamentale – sottolinea Pregliasco – sia per evitare forme gravi, sia per non bloccare le nostre attività quotidiane”.

La vaccinazione è consigliata a tutti, ma è particolarmente importante per gli anziani, le persone fragili e chi soffre di patologie croniche. Anche quest’anno è possibile effettuare nello stesso momento il vaccino contro l’influenza e quello contro il Covid-19, un’opzione utile per garantire una protezione più completa durante i mesi invernali.

Prevenzione: mascherina, igiene e buon senso

Oltre al vaccino, esistono comportamenti semplici, ma molto efficaci per ridurre i contagi. “Lavarsi spesso le mani, arieggiare bene gli ambienti chiusi e indossare la mascherina in luoghi affollati sono abitudini che fanno davvero la differenze”, spiega ancora Pregliasco. L’uso della mascherina, anche se può ricordare i tempi difficili della pandemia, resta un gesto di rispetto verso gli altri, specialmente se si hanno sintomi o si entra in contatto con persone a rischio.

Attenzione agli anziani e ai bambini

Gli anziani, in particolare i nonni, meritano una protezione speciale. “Capisco il ruolo prezioso che hanno all’interno delle famiglie – osserva Pregliasco – ma se si sospetta un’influenza è meglio evitare abbracci e visite. Un semplice bacio può trasmettere il virus e, per un nonno, le conseguenze potrebbero essere serie. Meglio rimandare l’incontro o salutarli in videochiamata finché non si è guariti”.

Lo stesso vale per i bambini a scuola. Sempre più spesso, per motivi di lavoro, alcuni genitori mandano i figli a lezione anche se hanno la febbre, magari dopo aver somministrato un antipiretico per abbassarla temporaneamente. ” un errore – ammonisce Pregliasco – perchè il sollievo è solo momentaneo e il bambino, oltre a stare male, rischia di contagiare i compagni e gli insegnanti, contribuendo alla diffusione del virus”.

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