È tornato lo scorbuto? Cos’è la “malattia dei marinai” causata dalla carenza di vitamina C

Lo scorbuto, una malattia che storicamente si associava a gravi carenze alimentari, sembra essere tornato d’attualità. Cinque secoli fa o più, quando i viaggi per esplorare terre sconosciute e aprire nuove rotte commerciali divennero sempre più frequenti, veniva chiamata “la malattia dei marinai”. Gli equipaggi, costretti a lunghi viaggi oceanici senza accesso a cibi freschi, si ammalavano di scorbuto a causa della mancanza di vitamina C. Oggi questo disturbo è legato non solo alla crisi economica e all’aumento del costo della vita, ma anche alla crescente diffusione della chirurgia bariatrica. Un caso clinico recente, pubblicato sulla rivista BMJ Case Reports e analizzato da Andrew Dermawan del Gairdner Hospital di Nedlands, in Australia, dimostra che lo scorbuto può ancora colpire anche nelle società moderne.

Lo scorbuto: una malattia legata alla carenza di vitamina C

Il caso trattato da Andrew Dermawan riguarda un uomo di poco più di 50 anni che soffriva di scorbuto a causa di una carenza cronica di vitamina C. L’uomo assumeva meno di 10 mg di vitamina C al giorno, un livello insufficiente per mantenere la salute. Tra i sintomi manifestati dal paziente, vi erano piccoli punti dolorosi rosso-marroni simili a un’eruzione cutanea, sangue nelle urine e anemia. Nonostante il ricovero, lo sfogo sulla pelle continuava a diffondersi, segnalando una condizione critica legata alla malnutrizione.

Le cause economiche e nutrizionali dietro lo scorbuto

L’uomo ricoverato soffriva di difficoltà economiche che influivano negativamente sulla sua dieta. La mancanza di risorse lo portava a consumare pochissimi frutti e verdure, mentre saltava i pasti e non poteva permettersi gli integratori necessari, prescritti dopo un intervento di chirurgia bariatrica per la perdita di peso. Questo caso evidenzia come fattori economici e abitudini alimentari scadenti possano portare a condizioni di malnutrizione, anche in paesi sviluppati.

Diagnosi e trattamento dello scorbuto

Gli esami del sangue condotti per valutare lo stato nutrizionale generale del paziente hanno rilevato livelli non rilevabili di vitamina C, insieme a valori molto bassi di altri nutrienti essenziali. I medici hanno diagnosticato lo scorbuto e avviato un trattamento a base di vitamina C (1000 mg al giorno), vitamina D3, acido folico e multivitaminici. Dopo l’inizio della terapia, l’eruzione cutanea e gli altri sintomi sono rapidamente migliorati, mostrando come la corretta integrazione nutrizionale possa risolvere i sintomi dello scorbuto.

L’aumento del costo della vita e il rischio di scorbuto

Secondo gli autori dello studio, “lo scorbuto è visto come una malattia del passato, specialmente nei paesi sviluppati”. Tuttavia, aggiungono che “l’aumento del costo della vita rende più difficile per le famiglie permettersi cibi di qualità e nutrizionalmente validi, inoltre ci sono stati numerosi casi di scorbuto legati a complicazioni derivanti da interventi di chirurgia bariatrica”. Questo suggerisce che il ritorno di malattie nutrizionali come lo scorbuto non è solo una questione di povertà, ma anche di cattive abitudini alimentari e difficoltà a seguire una dieta equilibrata dopo procedure chirurgiche.

Fattori di rischio multipli nel caso del paziente

Nel caso specifico trattato da Andrew Dermawan, il paziente presentava molteplici fattori di rischio. Oltre a una dieta inadeguata, aveva una storia di obesità, interventi di chirurgia bariatrica, l’uso di inibitori di pompa protonica e un basso reddito, tutti elementi che hanno contribuito alla sua condizione. Inoltre, la sua storia di carenze di ferro, vitamina D e acido folico erano ulteriori segnali di una condizione di malnutrizione più profonda, che ha infine portato alla diagnosi di scorbuto.

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