Per gli amanti del caffè arriva una notizia destinata a far discutere. Un nuovo studio scientifico suggerisce infatti che bere fino a 400 milligrammi di caffeina al giorno – l’equivalente di circa 3-5 tazze di caffè nero filtrato – non sarebbe associato a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari.
La ricerca arriva proprio mentre il settore del caffè continua a evolversi. Nelle scorse ore, infatti, Giuseppe Lavazza, presidente dell’omonima azienda, ha dichiarato al Financial Times che il mercato delle capsule starebbe perdendo terreno, con un numero crescente di consumatori orientato verso caffè in chicchi e macchine dotate di macinacaffè integrato.
L’analisi degli esperti sui principali fattori di rischio
Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Circulation e realizzato dai ricercatori dell’Università della California di San Francisco, ha passato in rassegna le più recenti evidenze scientifiche sugli effetti del caffè e della caffeina. Il gruppo di ricerca, guidato da Gregory Marcus, Frank Hu e Rob van Dam, ha valutato il possibile impatto su pressione arteriosa, livelli di colesterolo, diabete e disturbi del ritmo cardiaco.
Dall’analisi emerge che un consumo moderato di caffeina, fino alla soglia di 400 milligrammi al giorno, non risulta collegato a un incremento del rischio cardiovascolare, confermando come un’assunzione equilibrata possa rientrare in uno stile di vita sano.
Non conta solo la caffeina: attenzione anche a preparazione e ingredienti
Gli studiosi sottolineano però che valutare gli effetti del caffè non è semplice. Oltre alla caffeina, infatti, la bevanda contiene numerose altre sostanze, come gli antiossidanti e il cafestolo, presente soprattutto nel caffè non filtrato e associato a un possibile aumento del colesterolo LDL. Anche l’aggiunta di zucchero, latte o altri ingredienti può modificare gli effetti complessivi della bevanda.
Per questo motivo i ricercatori hanno cercato di isolare il più possibile l’effetto della sola caffeina, evidenziando come il consumo di caffè nero, senza zuccheri né additivi, non sembri rappresentare un rischio per il cuore se assunto entro i limiti indicati.
Energy drink sotto osservazione, serviranno nuovi studi
Diverso il discorso per gli energy drink. Secondo gli autori dello studio, le elevate concentrazioni di caffeina presenti in queste bevande potrebbero avere effetti negativi sulla salute cardiovascolare, soprattutto se consumate in grandi quantità.
Gli esperti evidenziano infine la necessità di ulteriori ricerche per comprendere meglio come fattori come età e predisposizione genetica influenzino la risposta individuale alla caffeina, oltre ad approfondire gli effetti di altre fonti come tè, integratori e bevande energetiche.

