Il consigliere Pastorino porta il caso in Regione: interrogazione all’assessore Nicolò sul macchinario mai entrato in funzione
Al Policlinico San Martino sarebbe presente un macchinario di ultima generazione che, se attivato, permetterebbe di alleggerire il carico delle sale operatorie oculistiche e aumentare sensibilmente il numero delle prestazioni dedicate ai pazienti affetti da maculopatia. Eppure, secondo quanto denunciato dal consigliere regionale Gianni Pastorino, l’apparecchiatura sarebbe inutilizzata dal 2021.
Si tratta di un generatore di flusso laminare, dispositivo indispensabile per la realizzazione di una Clean room, ambiente sterile nel quale è possibile effettuare le iniezioni intravitreali in totale sicurezza, riducendo il rischio di infezioni. Oggi, invece, questi trattamenti vengono ancora eseguiti in sala operatoria, occupando spazi che potrebbero essere destinati ad altri interventi, come quelli di cataratta.
“Migliaia di interventi potrebbero essere spostati fuori dalla sala operatoria”
A portare il caso in Regione è stato proprio Pastorino, capogruppo della Lista Orlando, che ha presentato un’interrogazione rivolta alla Giunta e all’assessore alla Sanità Massimo Nicolò, chiedendo chiarimenti sulla mancata attivazione della struttura.

«Ho ricevuto diverse segnalazioni secondo cui al Policlinico San Martino sarebbe disponibile un’apparecchiatura idonea ad allestire una Clean room per le iniezioni intravitreali, ma che da anni non verrebbe utilizzata», spiega Pastorino, sottolineando come il problema non riguardi soltanto il valore economico del macchinario, ma soprattutto l’impatto sull’attività sanitaria.
L’esempio di Rapallo e la richiesta alla Regione
Il consigliere ricorda come, nei mesi scorsi, all’ospedale di Rapallo sia stata inaugurata una Clean room dedicata proprio a questo tipo di prestazioni, con l’obiettivo di incrementare il numero dei trattamenti e ottimizzare il lavoro dell’Oculistica.
«In Liguria vengono eseguite ogni anno circa 30 mila iniezioni intravitreali. Una struttura dedicata come quella del San Martino consentirebbe di trasferire migliaia di prestazioni fuori dalle sale operatorie, recuperando altrettante sedute chirurgiche», evidenzia Pastorino.
“Il macchinario c’è, perché non viene utilizzato?”
I pazienti affetti da maculopatia necessitano di iniezioni periodiche e continuative, motivo per cui una Clean room rappresenterebbe uno strumento strategico per ridurre le liste d’attesa e migliorare l’organizzazione del servizio.
Pastorino ricorda inoltre che già negli anni scorsi il tema era stato sollevato anche in Consiglio regionale. «Ora che il macchinario è disponibile – conclude – non si capisce perché non venga messo in funzione. Chiediamo alla Regione di attivare al più presto la Clean room del San Martino, così da offrire una risposta concreta ai pazienti e alleggerire il lavoro delle sale operatorie».

