Genova, 98enne portato nel carcere di Marassi: caso senza precedenti

Il carcere di Marassi registra un primato destinato a far discutere. Nelle scorse ore ha fatto il suo ingresso un detenuto di 98 anni, che ne compirà 99 nei prossimi mesi: si tratterebbe del più anziano mai entrato nell’istituto genovese.

Si tratta dell’uomo di Savona protagonista del drammatico episodio avvenuto lunedì in via Mongrifone. Secondo la ricostruzione, avrebbe sparato alla moglie, gravemente malata, tentando poi di togliersi la vita. Entrambi sono sopravvissuti e, dopo l’arresto, per l’anziano si sono aperte le porte del carcere.

Dal dramma familiare al carcere

L’uomo è attualmente ricoverato nel centro medico della quarta sezione di Marassi, dove resta in attesa dell’interrogatorio di convalida dell’arresto. La vicenda, oltre alla gravità dei fatti contestati, riporta al centro del dibattito anche il tema della gestione di detenuti in età estremamente avanzata.

La sua presenza nell’istituto genovese rappresenta infatti un caso praticamente senza precedenti. Un detenuto prossimo ai 99 anni, con condizioni fisiche delicate, pone inevitabilmente interrogativi sulla capacità del sistema penitenziario di affrontare situazioni di questo tipo.

La denuncia della UIL Polizia Penitenziaria

A evidenziare il caso è Fabio Pagani, segretario della UIL FP Polizia Penitenziaria, che parla di un record storico. Secondo il sindacalista, l’ultimo episodio simile risalirebbe al carcere di Sollicciano, dove era stato detenuto un uomo di 94 anni.

«Parliamo di una persona che avrebbe soprattutto bisogno di assistenza sanitaria e geriatrica, più che della detenzione in una cella», sottolinea Pagani, definendo la vicenda l’emblema di un sistema che continua a confrontarsi con situazioni sempre più complesse.

Marassi resta in emergenza

La UIL torna poi ad accendere i riflettori sulle criticità della casa circondariale genovese. Attualmente Marassi ospita circa 670 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 535 posti, confermando un problema di sovraffollamento ormai cronico.

Il sindacato ricorda inoltre le difficoltà che da tempo interessano l’istituto: dalle aggressioni al personale alla carenza di organico, fino ai ritardi nei pagamenti di missioni e buoni pasto. Una situazione che, secondo la UIL, riflette le criticità dell’intero sistema penitenziario italiano, dove i detenuti sono ormai oltre 64 mila a fronte di poco più di 46 mila posti disponibili e con una carenza di circa 20 mila agenti di Polizia Penitenziaria.

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