Ci sono infortuni che passano inosservati e altri che, per chi conosce il ruolo del portiere, sembrano quasi incompatibili con una partita. Una frattura a un dito della mano rientra sicuramente nella seconda categoria. Eppure Emiliano “Dibu” Martinez ha deciso di ignorare dolore e rischio pur di non rinunciare alla finale di Europa League, giocando novanta minuti in condizioni estreme.
Il racconto del Dibu Martinez sulla frattura del dito
A raccontarlo è stato lo stesso portiere argentino al termine della gara vinta dal suo Aston Villa contro il Friburgo. L’infortunio sarebbe arrivato addirittura durante il riscaldamento, a pochi minuti dal fischio d’inizio: un momento delicatissimo, nel quale il corpo entra in temperatura e ogni minimo problema fisico può compromettere la prestazione.
“Mi sono rotto il dito durante il riscaldamento. Ogni volta che bloccavo il pallone, il dito si piegava nella direzione opposta”, ha spiegato Martinez nel post partita.
Una frase che rende bene l’idea della situazione. Per un portiere, infatti, le dita sono continuamente sottoposte a stress: prese alte, uscite, impatti violenti col pallone e tuffi. Una frattura, oltre al dolore, può causare perdita di stabilità, riduzione della forza nella presa e limitazione dei movimenti. In casi simili, ogni intervento diventa un test di resistenza fisica e mentale.
I segnali già nel riscaldamento
Durante il riscaldamento qualcuno aveva già notato che qualcosa non stesse andando nel verso giusto. Martinez si era fermato improvvisamente portando la mano al dito dolorante, mostrando una smorfia che lasciava intuire la gravità del problema. I compagni si erano avvicinati subito, mentre lo staff medico dell’Aston Villa era intervenuto per valutare la situazione e medicare l’arto.
La domanda, probabilmente, era una sola: riuscirà a giocare? La risposta del Dibu, conoscendo il personaggio, sembrava quasi scritta. Nonostante il dolore, il portiere argentino ha scelto di restare in campo, stringendo i denti e trasformando l’infortunio in una prova di resistenza. E il dato che colpisce ancora di più è un altro: non solo ha giocato, ma ha mantenuto la porta inviolata, risultando decisivo nel successo per 3-0 dell’Aston Villa.
Nel calcio non è la prima volta che un portiere convive con problemi fisici importanti nelle gare più pesanti. Un precedente simile riguarda Thibaut Courtois: dopo la finale di Champions League del 2022 vinta con il Real Madrid contro il Liverpool, emerse che aveva disputato quel periodo con una frattura a un dito della mano.
Storie diverse, stesso messaggio: in alcuni casi l’adrenalina, la posta in palio e la determinazione riescono a spingere gli atleti oltre limiti che sembrano impossibili. Anche quando, a ogni pallone bloccato, il dolore ricorda che il corpo sta chiedendo di fermarsi.
Credit Photo: REUTERS/Umit Bektas – Olè

