Davide Falteri, presidente Federlogistica e Consorzio Global, capofila del progetto: “Non solo un progetto logistico, ma una visione di città più ordinata, vivibile e attenta all’ambiente”.
Al centro della seconda puntata della nuova stagione di QUI Talk, il progetto sperimentale Eco Delivery Genua Waterfront, nato per rispondere a una criticità sempre più evidente nelle città: la gestione delle consegne urbane in aree sensibili, dove traffico e inquinamento rischiano di compromettere la qualità della vita. Ospite Davide Falteri, presidente di Federlogistica e del Consorzio Global, capofila del progetto, che intervistato da Rosanna Piturru approfondisce il tema dell’ultimo miglio, l’ultimo tratto che porta le merci a destinazione. «È la parte che impatta direttamente sulla vita delle persone», spiega il dottor Davide Falteri, presidente di Federlogistica e del Consorzio Global, capofila del progetto. «Parliamo dei centri storici, delle strade sotto casa, dei luoghi residenziali». Mentre le grandi infrastrutture restano lontane dalle abitazioni, le consegne dell’ultimo miglio arrivano fin dentro i quartieri. «Se possiamo ridurre l’inquinamento e il traffico proprio lì, il beneficio per i cittadini è immediato», aggiunge.
L’area scelta per la sperimentazione è il Porto Antico di Genova, uno spazio simbolico e altamente frequentato, dove Eco Delivery si propone come un modello capace di garantire i servizi necessari alle attività presenti, senza compromettere l’equilibrio urbano e ambientale di un’area così delicata.
Cargo bike e logistica green: come funziona Eco Delivery
Il cuore operativo del progetto è un sistema di consegne basato su cargo bike e biciclette elettriche, che consente di accorpare i pacchi e ridurre drasticamente il numero dei mezzi in circolazione. «Eco Delivery crea un nuovo modello di delivery urbano», afferma Falteri, «una logistica green più ordinata, più sicura, meno invasiva e anche molto efficiente».
Non si tratta solo di sostituire i veicoli tradizionali con mezzi elettrici, come già fanno alcune città, ma di ripensare l’intera organizzazione delle consegne.
Oltre l’eco-friendly: perché ridurre i veicoli è la vera innovazione
Secondo Falteri, uno dei limiti di molte soluzioni adottate altrove è la frammentazione del sistema. «Spesso ogni operatore utilizza il proprio mezzo eco-friendly per l’ultimo miglio. È vero che si riduce l’inquinamento, ma il numero di veicoli resta elevato», spiega. «Questo non è vero efficientamento». Eco Delivery, invece, integra le esigenze dei diversi operatori in un unico modello condiviso, attraverso un hub centralizzato. «Ridurre il numero dei veicoli, anche se green, in un’area che deve essere salvaguardata è l’elemento davvero innovativo», sottolinea.
Vantaggi ambientali e benefici per le imprese
I benefici non sono solo ambientali, ma anche economici. «Oggi le imprese sono inserite in un sistema europeo che premia chi riduce le emissioni di CO₂», ricorda Falteri. «Dimostrare di inquinare meno significa avere vantaggi nell’accesso al credito e ai finanziamenti». Eco Delivery si inserisce così in un contesto in cui sostenibilità e competitività non sono più in contraddizione, ma procedono nella stessa direzione.
Dai fondi europei a un modello replicabile
La sperimentazione è ormai in fase avanzata e l’obiettivo è rendere il progetto strutturale e replicabile. «I fondi europei non devono servire alla sopravvivenza delle imprese, ma a creare modelli efficienti», afferma Falteri. Un modello che funziona, sottolinea, è un modello che può essere adottato anche in altri contesti urbani.
Un ruolo chiave è affidato alla comunicazione. «Raccontare progetti come questo significa contaminare positivamente il pensiero di chi ascolta», conclude Falteri. «E magari spingere altri territori ad adottare lo stesso modello».
Partner del progetto: Consorzio Global, ETT SpA, CIELI – Università di Genova, Porto Antico di Genova S.p.A., Logistica La Lanterna, BM Consulting.



