L’ipertrofia prostatica benigna è una patologia che riguarda la prostata ed è piuttosto comune, soprattutto negli uomini a partire dai 40 anni. Si caratterizza per la una proliferazione del tessuto prostatico, da cui consegue l’ingrossamento della ghiandola.
Conosciamo la prostata
Il Dott. Luca Timossi, Urologo, spiega che la prostata (o ghiandola prostatica) è un piccolo organo esclusivamente maschile, che appartiene all’apparato riproduttivo, localizzato subito al di sotto della vescica. La sua funzione principale consiste nella produzione di una parte del liquido seminale, quindi contribuisce a preservare la vitalità degli spermatozoi. Più nel dettaglio, la ghiandola prostatica circonda parzialmente la prima parte dell’uretra (condotto che porta l’urina all’esterno del corpo, durante la minzione), come una ciambella, in corrispondenza del collo della vescica e si fonde con i due dotti eiaculatori che la attraversano.
Proprio a causa di questa sua posizione e dei rapporti descritti con gli organi vicini, l’ingrossamento della prostata può causare problemi alla minzione, all’eiaculazione o alla defecazione. In condizioni normali, la prostata ha generalmente dimensioni e forma assimilabili a quelle di una castagna, con la base rivolta in alto (attaccata alla superficie inferiore della vescica) e l’apice rivolto verso il basso. Con il passare degli anni o la compresenza di alcune patologie, la prostata può ingrossarsi, quindi aumentare di volume. In altre parole, l’iperplasia prostatica benigna accompagna il normale processo di invecchiamento.
Iperplasia prostatica benigna, cosa è?
L’ipertrofia prostatica benigna, nota anche come prostata ingrossata, IPB o più correttamente come iperplasia prostatica benigna, è un ingrossamento della prostata.
A lungo andare, se trascurata, l’iperplasia prostatica benigna può provocare l’ostruzione anatomica dell’uretra e creare problemi al corretto deflusso urinario, tanto che il soggetto deve aumentare la pressione necessaria per svuotare la vescica. Altri sintomi piuttosto indicativi dell’iperplasia prostatica benigna sono l’urgenza e la frequenza dello stimolo diurno e notturno alla minzione, il bruciore durante e dopo la minzione percepito a livello del pene, la debolezza del getto urinario e il senso di svuotamento vescicale incompleto.
Come si interviene?
Le strategie terapeutiche adottate per la gestione dell’ipertrofia prostatica sono diverse e dipendono sostanzialmente dall’entità della condizione e dalla sintomatologia associata. Se la malattia non provoca particolari disturbi al paziente, può essere semplicemente monitorata nel tempo; al contrario, in presenza di complicanze si rende obbligatorio il trattamento farmacologico o chirurgico.
Che ruolo ha il laser?
Nuove terapie di chirurgia laser, dall’Echolaser, al Laser al Tullio (ThuLEP) o ad Olmio (HOLEP), trattamenti endoscopici microinvasivi e mininvasivi ancora poco conosciuti, hanno sostituito il bisturi e rappresentano l’innovazione tecnologica per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna. Grazie a nuove terapie di chirurgia laser si possono risolvere i sintomi e migliorare la qualità di vita del paziente.

