Prevenire è conoscere, Dott. Timossi: “La prostata non deve far paura”

Il Dott. Luca Timossi, urologo, ci accompagna in un dialogo chiaro e diretto su un tema ancora troppo silenzioso: la prevenzione del tumore alla prostata. Novembre è il mese dedicato alla salute maschile. Ma parlare di prostata non dovrebbe essere un tabù relegato a una sola campagna annuale. Un argomento che riguarda tutti gli uomini, soprattutto dopo i 50 anni — ma che, se affrontato con consapevolezza, può davvero fare la differenza.

Dottor Timossi, il tumore alla prostata è oggi una delle neoplasie più diagnosticate negli uomini. Dobbiamo preoccuparci o imparare a conoscerlo meglio?

Direi la seconda. Oggi il tumore alla prostata è la neoplasia più frequente nell’uomo, ma anche una delle più curabili se diagnosticata in fase precoce. Abbiamo strumenti diagnostici molto efficaci – dal dosaggio del PSA all’ecografia prostatica, fino alla risonanza multiparametrica – che permettono di identificare lesioni anche molto piccole, prima che diano sintomi.
Il problema è che molti uomini si rivolgono all’urologo solo quando compaiono disturbi urinari, che arrivano tardi. La prevenzione, invece, deve cominciare prima del sintomo.

Parliamo del PSA: spesso se ne sente parlare in modo confuso. Quando e come va controllato?

Il PSA (Antigene Prostatico Specifico) è una proteina prodotta dalla prostata, e un suo aumento può indicare diverse condizioni: infiammazione, ipertrofia o, in alcuni casi, tumore.
Non è un “verdetto”, ma un campanello d’allarme.
Consiglio di eseguire il primo dosaggio attorno ai 45-50 anni (anche prima se ci sono familiari con tumore alla prostata) e di ripeterlo annualmente.
Ciò che conta non è solo il valore assoluto, ma come varia nel tempo: una crescita rapida merita sempre un approfondimento.

ipertrofia
Dott. Luca Timossi

Quali sono oggi le opzioni di diagnosi e trattamento più evolute?

Negli ultimi anni abbiamo assistito a una vera rivoluzione.
La risonanza multiparametrica della prostata ci permette di individuare zone sospette con estrema precisione, riducendo biopsie inutili. In caso di diagnosi, non si parla più di “un unico tumore della prostata”, ma di diversi profili biologici, che richiedono strategie personalizzate.
Dalle sorveglianze attive per le forme a basso rischio, alle chirurgie robotiche mininvasive, fino ai trattamenti focali, oggi possiamo agire in modo mirato, preservando qualità di vita e funzionalità.

Un ultimo consiglio?

Non aspettate di “avere un problema” per venire a fare una visita. La prevenzione è il modo più intelligente di vivere bene e a lungo. Oggi, il tumore alla prostata si può affrontare con successo — purché lo si scopra in tempo.

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