Per Hakimi una lesione della sindesmosi: di che cosa si tratta

Credit Photo: Getty Images

Gli esami medici a cui è stato sottoposto Achraf Hakimi, dopo l’infortunio subito durante PSG-Bayern Monaco, hanno escluso la rottura dei legamenti della caviglia sinistra. Il giocatore marocchino ha riportato una lesione della sindesmosi con un lieve interessamento del legamento deltoideo, un infortunio doloroso, ma non grave, che richiede comunque un periodo di immobilizzazione e un percorso riabilitativo graduale.

Che cos’è la sindesmosi

La sindesmosi è un complesso di legamenti che collega la tibia e il perone nella parte inferiore della gamba, appena sopra la caviglia. La sua funzione è garantire stabilità all’articolazione tibio-peroneo-astragalica, fondamentale per i movimenti di torsione e carico del piede. Una lesione della sindesmosi si verifica quando questi legamenti vengono stirati o parzialmente lesionati, solitamente a causa di una rotazione forzata del piede o di un trauma diretto, come nel caso di Hakimi.

L’interessamento del legamento deltoideo, situato nella parte interna della caviglia, indica che l’infortunio ha coinvolto anche una zona secondaria di stabilizzazione, rendendo necessaria una particolare attenzione nella fase di recupero per evitare recidive e garantire il pieno ritorno alla mobilità.

Il percorso di recupero previsto per Hakimi

Secondo quanto riportato da AS, Hakimi dovrà tenere la caviglia immobilizzata per circa due settimane, seguite da un periodo di recupero funzionale stimato tra le sei e le otto settimane. I tempi di guarigione completi dipenderanno dalla risposta del corpo e dall’efficacia del programma fisioterapico, che includerà lavoro su stabilità articolare, forza muscolare e mobilità.

Il laterale del PSG inizierà nei prossimi giorni la prima fase di recupero, concentrata su riduzione del dolore e dell’infiammazione, per poi passare progressivamente al lavoro di rinforzo muscolare. L’obiettivo dello staff medico è quello di permettere al giocatore di recuperare pienamente entro inizio 2026, con la speranza di poter essere arruolabile per la Coppa d’Africa, in programma in Marocco. Tuttavia, la sua presenza nella fase iniziale del torneo resta in dubbio.

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