Dal Covid agli investimenti del Pnrr, passando per Case di Comunità, nuove assunzioni e innovazione tecnologica: termina la carriera del coordinatore dell’ex Asl 5.
Dopo oltre tre decenni trascorsi nella sanità ligure, Paolo Cavagnaro ha concluso il proprio percorso professionale. Dal 30 giugno il coordinatore dell’Area 5 dell’ex Asl 5 è ufficialmente in pensione, chiudendo un capitolo iniziato oltre trent’anni fa e culminato negli ultimi cinque anni e mezzo alla guida dell’azienda sanitaria spezzina.
Il suo mandato è stato caratterizzato da alcune delle sfide più complesse degli ultimi anni. Dalla gestione dell’emergenza pandemica alla campagna vaccinale, passando per il recupero delle liste d’attesa, fino ai progetti di rilancio della sanità territoriale e agli investimenti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Tra i risultati raggiunti figurano anche la nascita delle Case di Comunità, l’apertura della Rems di Calice al Cornoviglio e il rafforzamento dei servizi sanitari sul territorio.
Dall’emergenza Covid agli investimenti per il futuro
Originario di Chiavari, Cavagnaro ha ricoperto incarichi dirigenziali in quasi tutte le aziende sanitarie della Liguria prima di approdare alla Spezia il 1° gennaio 2021, nel pieno della pandemia. Proprio la gestione dell’emergenza sanitaria rappresenta uno degli aspetti più ricordati da colleghi e collaboratori, che ne sottolineano la capacità organizzativa e il clima di collaborazione costruito durante quei mesi particolarmente difficili.
Terminata la fase più critica del Covid, l’attenzione si è spostata sul rilancio della sanità locale. Sono partiti il progetto Restart e gli interventi finanziati dal Pnrr, mentre l’azienda ha continuato a investire sia nelle infrastrutture sia nell’assistenza territoriale. Oggi l’Area 5 è quella che registra il maggior numero di prestazioni ambulatoriali ogni mille abitanti in Liguria, risultato ottenuto anche grazie al potenziamento dei servizi.
Assunzioni, tecnologia e ospedali
Nel corso della sua gestione sono state effettuate oltre 1.800 assunzioni, accompagnate dall’internalizzazione di personale socio-sanitario e infermieristico e dall’avvio di nuovi concorsi per coprire le posizioni rimaste vacanti. Parallelamente sono arrivati importanti investimenti in tecnologie sanitarie, con l’acquisto di nuove Tac, Pet, angiografi e del robot chirurgico Da Vinci, mantenendo al tempo stesso l’equilibrio economico dell’azienda.
Non sono mancati, però, i momenti complicati. La situazione degli ospedali Sant’Andrea della Spezia e San Bartolomeo di Sarzana, alle prese con criticità strutturali e continui interventi di manutenzione, ha rappresentato una delle principali difficoltà affrontate durante il mandato. In questo contesto, i colleghi descrivono Cavagnaro come un dirigente capace di coniugare fermezza, equilibrio e attenzione verso il personale, qualità che gli hanno consentito di guidare l’azienda anche nelle fasi più delicate.
Una nuova fase lontano dagli ospedali
Con la conclusione dell’esperienza professionale si apre ora una nuova pagina della vita di Paolo Cavagnaro. Archiviati gli impegni quotidiani della sanità, il manager potrà dedicare più tempo alla famiglia e a una delle sue passioni di sempre: la montagna. Dopo anni trascorsi tra emergenze, riunioni e programmazione sanitaria, sarà il momento di lasciare spazio a ritmi diversi e a un percorso personale lontano dagli ospedali.

