SInISA, Paolo Cavagnaro: “La prevenzione del futuro passa dal coinvolgimento attivo del cittadino”

Anche il Dott. Paolo Cavagnaro, Direttore ASL5 La Spezia, è intervenuto nel corso dell’evento conclusivo del progetto SInISA, dal titolo “SInISA: risultati, prospettive e sviluppi futuri per gli screening di nuova generazione”, ospitato nella Sala di Rappresentanza della sede genovese di BPER Banca. Un contributo che ha riportato il dibattito su un piano organizzativo e sanitario, mettendo al centro non solo la ricerca, ma soprattutto il ruolo attivo del territorio e dei medici di medicina generale.

Se la medicina predittiva rappresenta la nuova frontiera scientifica, per Cavagnaro la vera sfida è renderla concreta attraverso un percorso strutturato e condiviso.

L’intervento del Dott. Paolo Cavagnaro, Direttore ASL5 La Spezia

“Il percorso più appropriato è quello oggi di un coinvolgimento attivo dei medici di medicina generale e dell’assistito. In questo caso non è un paziente, è ancora un cittadino.”

Il passaggio è cruciale. Non si parla di una persona già malata, ma di un cittadino sano che può essere sottoposto a indagini genetiche e genomiche con finalità preventiva. L’obiettivo non è curare una patologia conclamata, ma intercettare eventuali fattori di rischio prima che si trasformino in malattia.

Secondo il Direttore di ASL5, questa impostazione rappresenta un’evoluzione naturale del concetto di prevenzione, che oggi conosciamo soprattutto attraverso vaccinazioni e screening tradizionali.

SInISA, dalla prevenzione classica alla prevenzione primaria

Oggi la prevenzione si fonda su strumenti consolidati: vaccinazioni e programmi di screening oncologico diffusi su scala nazionale. Mammella, cervice uterina, colon-retto: ambiti in cui l’adesione ai programmi promossi dal Ministero della Salute e dalle Regioni è fondamentale per ridurre mortalità e complicanze.

Il modello proposto da SInISA, però, guarda oltre. “È un ulteriore passaggio che guarda al futuro ed è una prevenzione direi ancora forse più importante. Può diventare addirittura un intervento di prevenzione primaria.”

La prevenzione primaria interviene prima ancora che la malattia si sviluppi, riducendo i fattori di rischio o monitorando nel tempo soggetti geneticamente predisposti. In questo senso, la medicina genomica non sostituisce gli screening tradizionali, ma li integra e li potenzia.

Informazione e accompagnamento: nessuno viene lasciato solo

Un altro punto centrale dell’intervento riguarda la comunicazione e l’accompagnamento del cittadino. “Naturalmente il cittadino va informato dai ricercatori e dal medico di medicina generale che deve essere sempre coinvolto perché deve essere parte attiva di questo programma.”

Il medico di famiglia diventa così una figura cardine: non semplice prescrittore, ma mediatore tra innovazione scientifica e quotidianità clinica. È lui che conosce la storia del paziente, il contesto familiare, le fragilità e i bisogni.

E soprattutto, rassicura: “Deve sapere che se anche il risultato fosse poi positivo, naturalmente viene seguito nel tempo e può essere curato.” La positività a un test genetico non equivale a una condanna, ma a un’opportunità di controllo e intervento precoce. È questo il cambio di paradigma: trasformare un potenziale rischio in un percorso strutturato di sorveglianza e cura.

Un modello organizzativo per la sanità del futuro

L’intervento di Cavagnaro ha evidenziato come la medicina predittiva non sia solo una questione scientifica, ma anche organizzativa. Senza il coinvolgimento della medicina territoriale e senza una rete informativa efficace, anche le tecnologie più avanzate rischiano di restare confinate ai centri di ricerca.

SInISA, in questa prospettiva, diventa uno strumento operativo: un modello che integra ricerca, sanità pubblica e medicina di base. Il messaggio finale è chiaro: la prevenzione del futuro non sarà solo tecnologica, ma partecipata. E il cittadino, da semplice destinatario di cure, diventerà protagonista consapevole di un percorso che punta ad anticipare la malattia, non solo a trattarla.

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