L’infortunio agli addominali di Berrettini: di cosa si tratta, cure e tempi di recupero

Copyright foto Eurosport

Matteo Berrettini è costretto ad alzare bandiera bianca e a saltare il Roland Garros per il quarto anno di fila. Il tennista italiano, che si è dovuto già ritirare poche settimane fa proprio nel torneo di casa a Roma, continua ad essere tormentato dagli infortuni agli addominali. Si fa quasi fatica a contare il numero esatto dei problemi che hanno interessato il tennista romano negli ultimi anni: la zona interessata è sempre la stessa, ma ci sono delle piccole differenze tra un infortunio e l’altro. Nelle prossime righe proveremo a spiegare più nel dettaglio il tipo di infortunio patito dal classe 1996.

I tempi di recupero delle lesioni addominali

Nella maggior parte degli episodi riguardanti Berrettini si parla di lesioni muscolari agli obliqui interni o esterni. La gravità di questo tipo di infortunio varia da caso a caso: si può infatti distinguere tra distrazione muscolare, lesione di primo, secondo o terzo grado. In base a questa suddivisione si possono stabilire anche i tempi di recupero: per i primi due tipi di infortunio l’intervallo di tempo per il recupero è stimato tra i 7 e i 21 giorni. Più gravi gli altri due: con una lesione di secondo grado, il pieno recupero dovrebbe arrivare dopo circa un mese e mezzo; mentre, con quella di terzo grado, uno scenario piuttosto raro, ma che può sempre accadere, è a volte necessario l’intervento chirurgico e il recupero supera i due mesi.

I trattamenti consigliati nel corso dell’infortunio

Per quanto riguarda i trattamenti a cui sottoporsi, questi variano in base al corso dell’infortunio. Nei primi giorni, nella fase più acuta, è consigliato il riposo assoluto e l’utilizzo di ghiaccio e antinfiammatori per ridurre dolore e gonfiore. Tra i quattro e i dieci giorni dall’infortunio si passa ad una fase che permette l’utilizzo di terapie laser, tecarterapia e metodi ultrasuoni per cercare di facilitare il recupero. A due settimane dall’infortunio si può iniziare con la fisioterapia attiva e con un graduale lavoro in funzione del rientro sportivo. L’ultimo step è quello del ritorno in campo che viene schedulato in base alla gravità del problema patito.

Gli specialisti coinvolti

Nel percorso di diagnosi e di recupero da un infortunio del genere vengono coinvolti diversi medici specialisti: il fisiatra, che si occupa appunto della diagnosi e della gestione clinica, l’ortopedico sportivo, supervisore del trattamento, il fisioterapista, per la riabilitazione, il medico dello sport, per il controllo del rientro all’attività agonistica e il radiologo, per le ecografie e le risonanze magnetiche di controllo.

Il consiglio per i tennisti

Nel caso di un tennista professionista, il consiglio è sempre di cercare di prevenire il più possibile questo genere di infortuni, considerando anche quanto il corpo sia messo duramente alla prova dall’attività sportiva. I suggerimenti possibili in tal senso sono quelli di rinforzare il core (trasverso addominali e obliqui), curare la tecnica del servizio (colpo che, più di altri, provoca sofferenza in questa parte del corpo) e controllare i vari carichi di lavoro.

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Ultimi articoli