La nostra salute non è determinata esclusivamente dal patrimonio genetico. Fattori ambientali, climatici e legati allo stile di vita influenzano infatti il nostro organismo lungo tutto l’arco della vita, contribuendo allo sviluppo o alla prevenzione di molte patologie.
È quanto emerso durante la conferenza “Exposome Research: Finding Solutions for a Healthy Planet“, organizzata dall’Alma Mater Institute on Healthy Planet dell’Università di Bologna, che ha riunito studiosi internazionali per approfondire il concetto di esposoma: l’insieme delle esposizioni ambientali che accompagnano una persona dalla nascita alla vecchiaia e che interagiscono costantemente con il DNA.
Salute, il ruolo della luce artificiale
Tra i fattori sotto osservazione c’è la crescente esposizione alla luce artificiale nelle ore serali. Secondo gli esperti, l’utilizzo prolungato di schermi e illuminazione notturna può alterare i ritmi biologici, incidendo su sonno, metabolismo e regolazione ormonale. Anche le ondate di calore rappresentano una minaccia sempre più rilevante, soprattutto per anziani e bambini.
La ricerca sta cambiando approccio: non si studiano più soltanto le malattie in un determinato momento, ma si analizzano nel tempo le interazioni tra genetica, ambiente e condizioni cliniche. Un modello che punta a comprendere meglio come si sviluppano le patologie e come prevenirle.
In questo percorso assumono un ruolo centrale l’Intelligenza Artificiale e gli organoidi, mini-organi creati in laboratorio a partire da cellule dei pazienti. Questi strumenti consentono di simulare gli effetti delle esposizioni ambientali e studiare risposte biologiche sempre più personalizzate.
Ambiente e salute, presentati diversi progetti europei
Durante il convegno sono stati presentati anche diversi progetti europei dedicati al rapporto tra ambiente e salute. Alcuni studi hanno evidenziato come la progettazione degli spazi urbani e dell’illuminazione pubblica possa influenzare benessere, emozioni e attività cerebrale. Altri progetti si concentrano invece sugli effetti degli eventi climatici estremi e sulla capacità dei sistemi sanitari di affrontarli.
Ampio spazio è stato riservato anche all’oncologia, settore in cui il ruolo dell’esposoma è ormai riconosciuto. Le ricerche più recenti puntano a individuare biomarcatori sempre più precisi per migliorare diagnosi, monitoraggio e personalizzazione delle cure.
Il messaggio finale degli esperti è chiaro: la medicina del futuro dovrà considerare la salute come il risultato di una continua interazione tra genetica e ambiente. Comprendere queste dinamiche sarà fondamentale per sviluppare cure più efficaci e affrontare le sfide sanitarie dei prossimi anni.

