Non è solo il polline a mettere in crisi i nostri occhi quando arriva la primavera. A incidere, e parecchio, sono anche smog, ozono e fumo, che possono peggiorare – e di molto – i disturbi legati alla congiuntivite allergica.
Lo studio pubblicato sulla rivista Life
A dirlo è una revisione scientifica pubblicata sulla rivista Life, che ha analizzato 29 studi per un totale di oltre 3 milioni di visite ambulatoriali. Il dato che emerge è chiaro: fattori ambientali e pollini non agiscono separatamente, ma spesso si “sommano”, aumentando l’impatto sui nostri occhi.
Tra i principali responsabili ci sono le polveri sottili, gli ossidi di azoto e l’ozono. Quest’ultimo, in particolare, è collegato a un incremento dell’8% delle visite per congiuntivite allergica. Ancora più significativo il dato relativo al PM2.5: l’esposizione a queste particelle può far crescere il rischio fino a nove volte.
Non va sottovalutato nemmeno il fumo. Quello di tabacco, ma anche quello delle sigarette elettroniche, può irritare la superficie oculare, provocando prurito, arrossamento e infiammazione. In alcuni casi si può arrivare anche a forme più serie, come la cheratocongiuntivite allergica, a causa delle sostanze irritanti e dei radicali liberi che alterano il film lacrimale.
I sintomi più comuni agli occhi
I sintomi più comuni? Occhi rossi, gonfi e che prudono, ma anche bruciore, lacrimazione e fastidio alla luce. In queste situazioni è sempre meglio evitare il fai-da-te e rivolgersi a uno specialista, senza abusare di colliri antibiotici o cortisonici.
Per gestire meglio il problema, gli esperti suggeriscono alcune accortezze semplici ma efficaci: evitare di strofinare gli occhi, indossare occhiali da sole protettivi, limitare il tempo all’aperto nei periodi più critici, utilizzare colliri lubrificanti o antistaminici e, soprattutto, non improvvisare con rimedi poco sicuri. Attenzione in più per chi porta lenti a contatto e per i bambini, più esposti a questo tipo di disturbi.

