Intelligenza artificiale, genetica e dati clinici per capire quali pazienti sono più a rischio. È l’obiettivo del nuovo progetto dell’équipe di Malattie del Fegato dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari, premiato dal Fellowship Program Gilead 2026. Al centro della ricerca c’è la colangite biliare primitiva (CBP), una malattia autoimmune cronica del fegato che potrebbe avere in Sardegna una frequenza particolarmente elevata.
Fegato e genetica: 250 pazienti sotto osservazione
La colangite biliare primitiva colpisce soprattutto le donne ed è caratterizzata da un attacco del sistema immunitario ai piccoli dotti biliari. In alcuni casi può progredire fino alla cirrosi e all’insufficienza epatica.
Il progetto nasce dall’elevato numero di pazienti con CBP seguiti al Policlinico Duilio Casula di Cagliari. I ricercatori vogliono capire se la particolare composizione genetica della popolazione sarda possa contribuire a spiegare la maggiore presenza della malattia nell’Isola.
Lo studio coinvolgerà 250 pazienti con colangite biliare primitiva e 100 soggetti sani di controllo. Saranno raccolti dati clinici, immunologici e terapeutici, campioni di sangue e informazioni sulla qualità della vita.
L’obiettivo è mettere in relazione questi elementi per comprendere meglio il ruolo di fattori genetici e ambientali nello sviluppo della malattia e nella diversa risposta alle terapie.
Intelligenza artificiale e medicina personalizzata
È qui che entra in gioco l’intelligenza artificiale. Attraverso strumenti di AI e Machine Learning, i ricercatori analizzeranno la grande quantità di dati raccolti per individuare eventuali correlazioni e riconoscere precocemente i pazienti maggiormente a rischio.
Il progetto prevede anche un prototipo di piattaforma digitale destinato, in prospettiva, a supportare il medico nelle decisioni cliniche. L’obiettivo non è sostituire lo specialista, ma offrirgli strumenti aggiuntivi per interpretare dati complessi e personalizzare il percorso di cura.
La Sardegna come laboratorio per la ricerca sul fegato
La presenza di numerosi pazienti con CBP e le caratteristiche genetiche della popolazione rendono la Sardegna un contesto particolarmente interessante per studiare la malattia.
La ricerca punta soprattutto a capire perché la stessa patologia possa evolvere in modo diverso da un paziente all’altro, aprendo la strada a modelli di medicina personalizzata potenzialmente applicabili anche ad altre popolazioni.
Il progetto di Cagliari si inserisce in un settore della ricerca in rapida evoluzione. L’intelligenza artificiale viene infatti sempre più studiata per migliorare la diagnosi, analizzare immagini e dati clinici e individuare indicatori utili a prevedere l’evoluzione delle malattie.
L’obiettivo, in prospettiva, è passare da una medicina che interviene quando la malattia si manifesta a un approccio sempre più capace di prevedere i rischi e costruire terapie su misura per ogni paziente.

