Spray nasale contro la paralisi cerebrale infantile: parte la sperimentazione

Si apre una nuova strada nella ricerca sulla paralisi cerebrale infantile: è iniziato uno studio clinico che punta su uno spray nasale a base di Ngf (Nerve Growth Factor), la proteina scoperta da Rita Levi-Montalcini.

Il primo bambino è stato già arruolato al Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma. Nei prossimi mesi la sperimentazione coinvolgerà anche l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e altri centri italiani, per un totale di 60 piccoli pazienti.

Che cos’è la paralisi cereberale infantile

La paralisi cerebrale infantile è una condizione complessa che influisce sul movimento e sulla postura, con livelli di gravità diversi, ma con un impatto concreto sulla vita quotidiana. In Europa si stima che circa 700 mila persone convivano con questa patologia, mentre in Italia ogni anno nascono circa 740 bambini con questa diagnosi.

Ad oggi non esistono cure risolutive: le terapie disponibili sono principalmente di supporto. Ed è proprio qui che si inserisce questa nuova ricerca.

“Si tratta di una sfida importante per i pazienti e le loro famiglie”, ha spiegato Marcello Allegretti di Dompé. “L’obiettivo è offrire una possibilità concreta di trattamento grazie alla somministrazione intranasale dell’Ngf, aprendo prospettive nuove per il futuro”.

Il passaggio innovativo dello studio

Lo studio rappresenta un passaggio innovativo: per la prima volta una molecola biotech come l’Ngf ricombinante umano (Cenegermin) viene utilizzata con l’obiettivo di agire direttamente sul sistema nervoso centrale. I ricercatori valuteranno non solo sicurezza e tollerabilità, ma anche eventuali miglioramenti nelle capacità motorie, nelle attività quotidiane e nella qualità della vita dei bambini coinvolti.

Alla base della ricerca c’è il ruolo fondamentale dell’Ngf nello sviluppo del sistema nervoso: questa proteina contribuisce infatti alla crescita, alla sopravvivenza e alla riparazione delle cellule nervose.

“L’idea è verificare se questa funzione possa tradursi in un beneficio concreto per i pazienti”, ha sottolineato Ahmed Enayetallah di Dompé. La strada è ancora lunga, ma il percorso è ufficialmente iniziato.

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