L’OMS punta ad avviare entro due o tre settimane la sperimentazione di un farmaco antivirale destinato a ridurre il rischio di sviluppare l’Ebola nelle persone entrate in contatto con soggetti infetti. Si tratta dell’obeldesivir, un trattamento orale che potrebbe rappresentare una nuova arma nella lotta all’epidemia causata dal ceppo Bundibugyo.
Secondo l’Oms, è in fase avanzata la definizione del protocollo per uno studio clinico che valuterà l’efficacia del farmaco come profilassi post-esposizione. In caso di tracciamento positivo, i contatti dei pazienti potranno accedere a un’opzione terapeutica considerata promettente.
Ebola, passi in avanti sulle cure
Passi avanti anche sul fronte delle cure. Tra i trattamenti più incoraggianti figurano l’anticorpo monoclonale MBP134 e il remdesivir. Il protocollo per la loro sperimentazione era già stato predisposto prima dell’attuale epidemia e ha ottenuto il via libera delle autorità della Repubblica Democratica del Congo.
Più lunghi, invece, i tempi per i vaccini. Le aziende stanno aumentando la produzione dei preparati sperimentali, ma saranno necessari ulteriori test per verificarne sicurezza ed efficacia nel rispetto degli standard etici richiesti.
Africa centrale, continua il monitoraggio dell’epidemia
Intanto prosegue il monitoraggio dell’emergenza in Africa centrale. Nella Repubblica Democratica del Congo i casi confermati hanno superato quota 340 con circa 60 decessi, mentre in Uganda sono stati registrati 15 contagi e una vittima. L’Oms evidenzia criticità nel tracciamento dei contatti, fermo al 45%, e invita i Paesi a evitare restrizioni generalizzate ai viaggi, che rischiano di ostacolare le operazioni di risposta sanitaria. Tra le sfide resta anche la diffidenza di parte delle comunità locali, elemento che continua a complicare il contenimento dell’epidemia.

