Poliomielite: sta davvero tornando in Europa e in Italia? Ecco perché il virus è ricomparso

La poliomielite è un’infezione altamente trasmissibile, che si diffonde principalmente attraverso la via oro-fecale, spesso per mezzo di acqua o alimenti contaminati. Nella maggior parte dei casi decorre senza sintomi evidenti, ma in una piccola percentuale dei contagi il virus riesce a raggiungere il sistema nervoso centrale, provocando paralisi permanenti. I più esposti alle forme gravi della malattia sono i bambini più piccoli.

Grazie a decenni di campagne vaccinali, l’Europa ha ottenuto nel 2002 la certificazione di area libera dalla trasmissione endemica del poliovirus selvaggio. Con questa definizione si indica il virus nella sua forma naturale, non modificata né derivante da vaccini: si tratta del ceppo originario che ha causato epidemie nel secolo scorso. A differenza dei poliovirus provenienti dal vaccino orale – versioni attenuate che, in condizioni di bassa copertura vaccinale, possono mutare e tornare a circolare – il virus selvaggio è di per sé sempre potenzialmente pericoloso. Oggi continua a essere endemico soltanto in Pakistan e Afghanistan.

La poliomielite è tornata in Europa?

Sì, un poliovirus selvaggio di tipo 1 è stato rilevato nel campione di acque reflue analizzato ad Amburgo. È il primo riscontro di questo tipo nel continente dal 2010. La sequenza genetica coincide con un ceppo individuato recentemente in Afghanistan.

Il rilevamento è avvenuto grazie a un sistema di sorveglianza ambientale particolarmente avanzato. È importante sottolineare che in Germania non sono stati registrati casi di poliomielite e che il livello di rischio per la popolazione è considerato molto basso, soprattutto grazie alla buona copertura vaccinale.

Questo episodio riguarda anche l’Italia?

Nel nostro Paese non si riscontrano casi di polio da virus selvaggio da più di quarant’anni. L’Italia utilizza esclusivamente il vaccino inattivato (IPV), che garantisce un’elevata protezione contro le forme gravi della malattia, pur non impedendo completamente la trasmissione del virus.

L’episodio tedesco, tuttavia, rappresenta un campanello d’allarme: finché il poliovirus circola in altre zone del mondo, esiste sempre la possibilità che venga reintrodotto anche in regioni dichiarate polio-free. Inoltre, la presenza di una piccola quota di popolazione non vaccinata resta un punto debole che non va trascurato.

Perché il virus è ricomparso?

Il poliovirus selvaggio non circola più stabilmente in Europa, ma può essere portato da persone provenienti da aree dove è ancora presente. Il vaccino orale – non più in uso in Europa ma utilizzato in vari Paesi – contiene una versione viva ma attenuata del virus, che in rari casi e in contesti con scarsa copertura vaccinale può mutare e ridiventare capace di diffondersi: in questo caso si parla di poliovirus derivati dal vaccino.

Il virus selvaggio, invece, possiede fin dall’inizio la capacità di trasmettersi e di causare poliomielite paralitica. Il rilevamento ad Amburgo dimostra che una persona infetta, probabilmente senza sintomi, ha soggiornato nella città. La poliomielite, infatti, è spesso asintomatica, ma il virus può comunque essere eliminato attraverso le feci.

Non è la prima volta che in Europa vengono trovati poliovirus nelle acque di scarico: negli ultimi anni sono stati rilevati virus derivati dal vaccino in Paesi come Regno Unito, Spagna, Polonia e Germania.

Come possiamo proteggerci?

La difesa più efficace resta la vaccinazione. In Italia il vaccino antipolio è obbligatorio per i bambini e rientra nel calendario vaccinale. Verificare che i propri figli abbiano completato le dosi previste è fondamentale. Anche gli adulti possono consultare il proprio medico per valutare l’eventuale necessità di un richiamo, specialmente se devono recarsi in Paesi dove la malattia non è ancora stata eliminata.

Infine, la sorveglianza rimane un elemento chiave: rilevare tempestivamente la presenza del virus permette di intervenire rapidamente e di mantenere sotto controllo la situazione. Non serve allarmarsi, ma è importante restare informati e consapevoli.

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