Incredibile Safonov: il portiere del PSG para due rigori con la mano fratturata

Quando il corpo “non sente” il dolore e quanto richiede la guarigione

Matvei Safonov, il portiere russo protagonista della recente vittoria nella finale dell’Intercontinentale con il Paris Saint-Germain, ha stupito tifosi e addetti ai lavori non solo per le quattro parate decisive nei tiri dal dischetto, ma anche per un’altra ragione: stando al comunicato medico del club, si sarebbe fratturato la mano sinistra proprio nel corso della serie di rigori, probabilmente durante la parata del terzo tiro, e ha continuato a giocare e a parare nonostante il danno osseo.

Perché spesso non si sente subito il dolore di una frattura

In situazioni di stress acuto, come una finale internazionale o un momento decisivo di gara, il corpo può rilasciare altissimi livelli di adrenalina, un ormone che attenua temporaneamente la percezione del dolore. Questo meccanismo metabolico consente ad atleti e non solo di mantenere la performance nonostante lesioni che normalmente causerebbero un dolore intenso e bloccante. Nel caso di Safonov, l’adrenalina combinata all’eccitazione della competizione può avergli permesso di continuare a parare senza percepire immediatamente la gravità del trauma.

In ambito medico questo fenomeno viene osservato frequentemente: in assenza di dolore o con un dolore molto attenuato, la diagnosi può ritardare, perché l’atleta non segnala subito il problema. Un esame clinico e strumenti come radiografie o risonanza magnetica restano essenziali per confermare una frattura.

Cosa comporta una frattura della mano e i tempi di recupero

Una frattura della mano — che può interessare le ossa metacarpali o le falangi — è un infortunio relativamente comune tra i portieri, dati gli impatti ripetuti con il pallone e il terreno. Tali fratture si manifestano con dolore, gonfiore e difficoltà di movimento, anche se questi sintomi possono essere attenuati momentaneamente dall’adrenalina sul momento dell’incidente.

I tempi di guarigione dipendono dalla gravità della frattura:

  • Fratture semplici spesso guariscono in circa 4-6 settimane con immobilizzazione e riposo.
  • Fratture più complesse o scomposte possono richiedere 8-10 settimane o più, soprattutto se è necessario un intervento chirurgico per riallineare i frammenti ossei.
  • Alcuni casi — soprattutto in atleti che necessitano dell’uso completo della mano — possono prolungare il recupero fino a 3 mesi o oltre, includendo fisioterapia specifica per ripristinare forza e mobilità.

La fase di riabilitazione è fondamentale: un percorso guidato da professionisti con esercizi di mobilità, rinforzo muscolare e graduale ritorno alle attività sportive aiuta a ridurre rigidità, ripristinare la presa e minimizzare il rischio di recidive o complicazioni a lungo termine.

Safonov starà fuori un mese

Nel caso di Safonov, il comunicato medico parla di almeno tre-quattro settimane prima di una rivalutazione clinica. Questo non significa che possa già tornare a giocare in quel periodo, ma piuttosto che una prima fase di guarigione ossea sarà monitorata per decidere le tappe successive di riabilitazione e ritorno alla competizione.

In pratica, per una frattura di mano di entità moderata, è realistico aspettarsi che il ritorno all’attività completa — soprattutto in uno sport di contatto come il calcio — richieda almeno un paio di mesi, con variabili individuali legate a come procede la consolidazione ossea e la riabilitazione.

Credit Photo: SkySport

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