Quando può essere necessaria una protesi di gomito? Intervista al dott. Maurizio Rubino, chirurgo ortopedico

Nel mondo dell’ortopedia, le protesi articolari rappresentano ormai una routine consolidata, soprattutto per quanto riguarda anca, ginocchio e spalla. Ma c’è un segmento che resta ancora di nicchia, affrontato solo da centri altamente specializzati e da mani esperte: il gomito. Ne abbiamo parlato con il Dott. Maurizio Rubino, chirurgo ortopedico, che ci ha spiegato quali sono le reali indicazioni e i limiti di questa procedura.

Indicazioni ridotte rispetto ad altre articolazioni

“La protesi di gomito ha delle indicazioni che sono nettamente inferiori rispetto alla protesica di altri segmenti scheletrici. In una struttura dove se ne fanno molte in termini di volumi, siamo intorno alla decina di impianti all’anno. Tanto per dare un’idea, per quanto riguarda altri impianti parliamo di numeri decuplicati”.

Un dato che parla chiaro: la protesizzazione del gomito è ancora un intervento raro. Ma perché?

Cause principali e casi trattati

“La protesi di gomito, di solito, non è indicata per artrosi primaria, come accade invece per anca o ginocchio. Più frequentemente, si tratta di artriti – come l’artrite reumatoide o altre forme infiammatorie – che portano a un consumo dei capi articolari. Oppure si interviene su esiti traumatici a distanza, e più raramente su rigidità o subanchilosi dell’articolazione.”

C’è poi un aspetto tecnico che rende questo tipo di chirurgia particolarmente impegnativa.

Complessità tecnica dell’intervento

“Il gomito ha caratteristiche anatomiche che rendono difficile l’aggressione chirurgica, e questo crea sempre una certa apprensione nel chirurgo che si appresta a operare per via posteriore, come avviene di consueto in questi casi.”

Nonostante le difficoltà, i risultati possono essere molto buoni, a patto di rispettare criteri rigorosi di selezione e informare adeguatamente il paziente.

“Con le dovute indicazioni, avvertendo i pazienti di quelle che saranno le limitazioni successive – una volta protesizzato il gomito non si possono sostenere pesi a braccio esteso superiori a 2,5 o 3 chilogrammi – e chiaramente mantenendo un atteggiamento ergonomico conservativo nei confronti del gomito protesizzato, si hanno degli ottimi risultati. Soprattutto partendo da condizioni di sub-anchilosi o anchilosi post-traumatiche”.

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