Tumore al seno metastatico: approvata da AIFA una nuova cura

Via libera alla rimborsabilità di elacestrant: nuova cura per il tumore al seno

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha dato il via libera alla rimborsabilità di elacestrant, una terapia ormonale innovativa e mirata per il trattamento del tumore al seno metastatico. Questo farmaco è progettato per contrastare una specifica mutazione genetica legata alla malattia.

Il nuovo trattamento

Il nuovo trattamento, appartenente alla categoria dei degradatori selettivi del recettore degli estrogeni (Serd), è indicato per pazienti che presentano mutazioni del gene Esr1 e che sono già state sottoposte a una prima linea di terapia endocrina combinata con inibitori di Cdk4/6. La notizia arriva da Menarini Stemline Italia, parte del Gruppo Menarini.

Secondo Lucia Del Mastro, direttrice dell’Oncologia Medica presso l’IRCCS San Martino di Genova, “il carcinoma mammario positivo ai recettori ormonali e negativo per Her2 rappresenta circa il 66% di tutti i casi. Tuttavia, l’uso prolungato delle terapie endocrine può causare lo sviluppo di mutazioni nel recettore degli estrogeni, in particolare Esr1, presente in circa la metà delle pazienti”.

I risultati dello studio

Elacestrant è stato sviluppato proprio per superare questo tipo di resistenza ai trattamenti. I risultati di uno studio clinico condotto su 478 pazienti hanno mostrato che il farmaco è in grado di ridurre del 45% il rischio di progressione della malattia o di morte. “Si tratta di una terapia orale, quindi facile da somministrare, che ha dimostrato un beneficio terapeutico significativo”, spiega Giuseppe Curigliano, professore di Oncologia Medica all’Università di Milano.

Le parole degli esperti

Un ruolo sempre più centrale nella scelta del trattamento lo sta assumendo la biopsia liquida, come sottolinea Adriana Bonifacino, fondatrice della Fondazione IncontraDonna: “Attraverso un semplice prelievo di sangue, è possibile individuare mutazioni genetiche che indicano resistenza alle terapie tradizionali e al tempo stesso sensibilità a farmaci innovativi”.

“In questo contesto – conclude Monica Binaschi, direttrice del Dipartimento di Scienze Precliniche e Traslazionali di Menarini Ricerche – elacestrant rappresenta un passo concreto verso una medicina più personalizzata, offrendo nuove speranze a pazienti con prognosi difficile e con limitate opzioni terapeutiche”.

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