Metastasi vertebrali, le opzioni terapeutiche spiegate dal Dott. Bruzzo

Le metastasi vertebrali rappresentano una condizione clinica complessa, spesso sottovalutata, ma di grande rilevanza per i pazienti oncologici. Le metastasi vertebrali sono localizzazioni secondarie di un tumore maligno che si diffonde all’osso, in particolare alle vertebre. Rappresentano una complicanza frequente nei pazienti oncologici e si manifestano con la compromissione della struttura ossea, fino alla vera e propria frattura patologica. Ne parliamo con il Dott. Mattia Bruzzo, neurochirurgo specializzato in patologie spinali, per fare chiarezza su sintomi, diagnosi e opzioni terapeutiche.

Cosa sono le metastasi vertebrali?

Le metastasi vertebrali sono una disseminazione a livello osseo, con conseguente frattura patologica, di patologia tumorale presente all’interno di una persona affetta da una lesione invasiva oncologica. 

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Dott. Mattia Bruzzo

Quali sono i sintomi comuni di metastasi vertebrali?

Il sintomo d’esordio più comune è il dolore, spesso profondo, costante e non sempre correlato al movimento. Infatti il paziente, deambulando, fa carico su una vertebra che ha un’alterazione morfostrutturale e percepisce una sensazione di disagio, come se avesse una frattura vertebrale a tutti gli effetti, perché grava su una vertebra ormai compromessa nella sua struttura. 

In alcuni casi, possono emergere anche sintomi neurologici, come perdita di forza, formicolii o diminuzione della sensibilità, segni di un coinvolgimento del midollo spinale o delle radici nervose.

Gli esami più indicati per poter fare una diagnosi immediata sono una tac o una risonanza magnetica e a seconda del riscontro è necessario poi approfondire con un total-body o una tac pet per poter verificare lo stadio di avanzamento della malattia.

Quali sono le opzioni di trattamento disponibili?

In prima battuta, la biopsia. La biopsia ci permette di avere un nome da dare alla lesione metastatica e stabilire se si tratti di una recrudescenza di malattia già nota o del primo segnale di una patologia neoplastica. Solo conoscendo la natura della lesione possiamo definire un piano terapeutico.

Una volta che abbiamo la risposta della biopsia, il secondo passo è quello di capire se la lesione sia chemio o radio sensibile. Alcune lesioni possono regredire con terapie conservative, mentre altre richiedono interventi più invasivi.

Bisogna valutare la stabilità della frattura cioè capire se la vertebra può rimanere in quella condizione o meno, e sulla base di questi risultati si può individuare il miglior trattamento.

Se la lesione ha compromesso la tenuta della vertebra, è necessario intervenire per evitare il collasso strutturale. In caso di instabilità o di lesioni non trattabili con radio-chemio, si procede con un intervento chirurgico per la rimozione della massa e la stabilizzazione della colonna, anche tramite l’utilizzo di sistemi avanzati come le viti in carbonio, che non interferiscono con i successivi trattamenti radioterapici.

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