Gemelli, nuovo Piano per l’oncologia: focus sui tumori under 50 e sull’innovazione

Il Policlinico Gemelli di Roma rafforza la propria strategia contro il cancro e presenta il nuovo Piano di sviluppo per l’oncologia, con un’attenzione particolare ai tumori a insorgenza precoce. Un tema sempre più centrale, soprattutto alla luce delle stime che parlano di un possibile aumento fino all’80% dei casi di tumore del colon sotto i 50 anni entro il 2040.

La spiegazione del progetto

Il progetto, annunciato in concomitanza con la Giornata mondiale contro il cancro del 4 febbraio, rientra nel piano strategico quinquennale della Fondazione. Tre le direttrici principali su cui si muove il nuovo corso dell’oncologia al Gemelli: diagnostica avanzata, sviluppo di terapie innovative e utilizzo sempre più strutturato dei big data.

«Il Piano si fonda su tre pilastri chiave», spiega Giampaolo Tortora, ordinario di Oncologia Medica all’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore del Comprehensive Cancer Center del Gemelli. «Il primo riguarda una diagnostica sempre più evoluta, integrata e multiomica. Il secondo è legato al contributo diretto allo sviluppo di nuovi trattamenti: il Policlinico è già coinvolto nella sperimentazione di farmaci innovativi e, a breve, anche di vaccini terapeutici».

Il terzo asse è rappresentato dall’innovazione nelle sperimentazioni cliniche e dall’impiego dei big data. «Il Gemelli può contare su un patrimonio unico di informazioni cliniche, raccolte e conservate nel corso di decenni grazie a una visione lungimirante», sottolinea Tortora.

Grande attenzione da parte del Gemelli sui tumori giovanili

Grande attenzione è riservata ai tumori a esordio giovanile, una delle sfide più complesse dell’oncologia moderna. «Le cause di questo aumento non sono ancora del tutto chiare», aggiunge l’esperto. «Tra le ipotesi più accreditate ci sono fattori legati allo stile di vita e all’alimentazione, in particolare il largo consumo di cibi ultra-processati. Fondamentale è anche la dieta nei primi 10-12 anni di vita, decisiva per lo sviluppo di un microbiota sano».

Nel mirino della ricerca finiscono inoltre nuovi possibili fattori di rischio, come l’esposizione a microplastiche e nanoplastiche e ad alcune tossine batteriche con potenziale genotossico. Elementi che rafforzano la necessità di un approccio sempre più integrato tra prevenzione, ricerca e innovazione.

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