Tumore al colon-retto: anche pochi minuti di sport al giorno possono fare la differenza

Fare attività fisica, anche per poco tempo, può diventare un’arma importante nella prevenzione del tumore al colon-retto. A confermarlo è una nuova ricerca dell’Università di Newcastle, che ha messo in luce il legame tra esercizio ad alta intensità e protezione delle cellule dall’azione tumorale.

Tumore al colon-retto in espansione

Il tumore al colon-retto è in costante aumento e rappresenta una delle neoplasie più diffuse anche in Italia, con circa 50.000 nuove diagnosi ogni anno secondo i dati Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica). A preoccupare maggiormente è la crescita dei casi tra le persone sotto i 50 anni, un segnale che rende questa malattia sempre meno legata solo all’età avanzata. In questo scenario, lo sport potrebbe giocare un ruolo chiave nella prevenzione.

Già uno studio pubblicato nel 2025 aveva evidenziato come chi seguiva programmi di allenamento strutturati con l’obiettivo di ridurre il rischio oncologico avesse una probabilità di morte inferiore del 37%. Ora, i ricercatori inglesi aggiungono un dato ancora più incoraggiante: non servono ore di palestra, ma bastano pochi minuti al giorno di attività fisica intensa.

Pochi minuti di sport al giorno danno benefici

Secondo lo studio, infatti, sarebbero sufficienti dai 10 ai 12 minuti di esercizio ad alta intensità per influenzare positivamente i meccanismi cellulari legati al tumore. Gli studiosi hanno analizzato il sangue di 30 persone in sovrappeso o obese prima e dopo una breve sessione intensa di allenamento su cyclette. I campioni sono stati poi testati in laboratorio su cellule tumorali.

I risultati hanno mostrato che il sangue prelevato dopo l’esercizio conteneva sostanze in grado di modificare l’attività di oltre 1.300 geni nelle cellule cancerose. In particolare, venivano attivati i geni coinvolti nella riparazione del DNA e ridotta l’espressione di quelli legati alla crescita incontrollata del tumore.

Un ruolo centrale sembra averlo l’interleuchina-6 (IL-6), una proteina prodotta in maggiore quantità durante l’attività fisica intensa, che contribuisce ai processi di riparazione cellulare. Allo stesso tempo, l’esercizio fisico ha dimostrato di “spegnere” i geni responsabili della rapida divisione delle cellule, un meccanismo tipico dello sviluppo tumorale. Le cellule cancerose esposte al sangue post-allenamento, infatti, mostravano una maggiore capacità di riparare i danni al DNA.

Lo studio presenta però alcuni limiti: non tutte le persone a rischio o affette da tumore possono sostenere allenamenti ad alta intensità e, inoltre, tra i partecipanti non erano presenti pazienti oncologici. Saranno quindi necessari ulteriori approfondimenti per valutare l’efficacia di questi meccanismi anche in chi è già malato.

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