Fast Track, l’approccio multidisciplinare per ridurre i tempi di ricovero
Il Fast Track è un percorso di recupero veloce oggi applicato anche alla chirurgia protesica di anca e di ginocchio. L’obiettivo è quello di riportare il paziente ad un recupero rapido, riducendo i tempi di ricovero. Ai microfoni di Qui Salute Magazine, il Dott. Fabrizio Grilli, ortopedico specializzato in chirurgia protesica di anca e ginocchio, spiega che si tratta di un approccio multidisciplinare attraverso il quale il paziente viene messo in piedi quasi subito dopo l’operazione.
Il Fast Track riguarda tutte le fasi del percorso di cura: già prima dell’operazione il paziente viene subito in contatto con tutte le figure professionali che partecipano all’intervento come chirurghi, anestesisti, infermieri, fisiatri, fisioterapisti che gli spiegheranno come avverrà l’intervento, impostando un dialogo chiaro ed esaustivo, per agevolare un rapporto di fiducia e partecipazione.
Durante l’intervento vengono adottate tutte le metodiche anestesiologiche, e soprattutto chirurgiche, con accessi dedicati atti al risparmio del tessuto muscolare (per esempio la cosiddetta “via anteriore”) con lo scopo di ridurre lo stress chirurgico. Infine, il post operatorio, molto diverso da quello tradizionale. “Il paziente, a seconda dell’età e delle condizioni di salute, viene messo in piedi dopo poche ore e dimesso in 3 o 4 giorni”. Questo approccio, adottato inizialmente per la chirurgia addominale e successivamente esteso a diversi ambiti di intervento, è possibile solo grazie al supporto di un team multi specialistico composto da anestesisti, ortopedici, fisiatri, infermieri, fisioterapisti e altre importanti figure, che collaborano per un obiettivo comune: il benessere e la salute del paziente.

