Preparare i pasti in casa, anche solo una volta a settimana, può fare molto più che riempire lo stomaco: può proteggere il cervello. Secondo una recente ricerca, cucinare con regolarità è associato a un rischio più basso di sviluppare demenza negli anziani.
Lo studio condotto in Giappone
Lo studio, pubblicato sul Journal of Epidemiology & Community Health e condotto in Giappone presso il Dipartimento di Salute Pubblica dell’Istituto di Scienze di Tokyo, ha analizzato il comportamento di oltre 10.900 persone con più di 65 anni, monitorandone la salute cognitiva per un periodo di sei anni.
Negli ultimi anni siamo sempre più abituati a soluzioni rapide come cibo da asporto, piatti pronti o ristoranti. Tuttavia, per le persone anziane cucinare non è solo una necessità quotidiana: rappresenta anche una forma di attività fisica e, soprattutto, uno stimolo mentale importante.
Cosa è stato chiesto ai partecipanti
Durante lo studio, ai partecipanti è stato chiesto quanto spesso cucinassero (da mai a più di cinque volte a settimana) e quale fosse il loro livello di abilità ai fornelli, ad esempio nella preparazione di frutta e verdura. Circa la metà cucinava frequentemente, mentre oltre un quarto dichiarava di non farlo mai.
Nel corso dei sei anni, circa l’11% del campione (1.195 persone) ha sviluppato demenza. Analizzando i dati, i ricercatori hanno notato un legame chiaro: chi cucinava almeno una volta a settimana aveva un rischio significativamente più basso di sviluppare la malattia.
In particolare:
- negli uomini il rischio si riduceva del 23%
- nelle donne del 27%
Il dato più interessante riguarda però chi aveva poca dimestichezza in cucina: in questi casi, cucinare almeno una volta a settimana era associato a una riduzione del rischio addirittura del 67%. Un risultato che fa riflettere: anche imparare qualcosa di nuovo, come cucinare, può diventare un vero e proprio allenamento per il cervello.

