Infiammazione intestinale: quando è un campanello d’allarme – Dott. Andrea Pasta | Qui Salute

Gonfiore, dolori addominali, alterazioni dell’alvo o fastidi ricorrenti sono disturbi molto comuni, spesso sottovalutati o attribuiti solo allo stress o all’alimentazione. In alcuni casi, però, dietro questi segnali può esserci uno stato infiammatorio dell’intestino che merita attenzione.

Ne abbiamo parlato con il Dott. Andrea Pasta, gastroenterologo, che chiarisce subito un concetto fondamentale: “L’infiammazione è, prima di tutto, un meccanismo fisiologico dell’organismo, una risposta di difesa che ci protegge da danni, infezioni o insulti esterni e favorisce la guarigione dei tessuti.”

Il problema nasce quando questo processo si altera, diventando eccessivo o persistente nel tempo. “Quando l’infiammazione si cronicizza – spiega il Dott. Pasta – può essere alla base di diverse patologie gastroenterologiche e influire significativamente sul benessere del paziente.”

Chi è il Dott. Andrea Pasta

Il Dott. Andrea Pasta si è laureato con lode, nel 2020, in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Genova e ha conseguito con lode, nel 2025, la Specializzazione in Malattie dell’Apparato Digerente nello stesso Ateneo.

Nel 2023 è risultato vincitore di una borsa di studio per il conseguimento del titolo di Dottore di Ricerca in Emato-Oncologia e Medicina Interna Clinico-Traslazionale, con un percorso dedicato alle malattie dell’apparato digerente e del fegato.

È socio della SIGE – Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, della SINGEM – Società Italiana di Neuro-Gastro-Enterologia e Mobilità, oltre a essere membro dell’IG-IBD, il Gruppo Italiano per lo studio delle Malattie Infiammatorie Intestinali.

Ha partecipato a numerosi convegni e seminari, spesso come docente e relatore, concentrando la propria attività su malattie infiammatorie croniche intestinali, patologie gastro-esofagee ed epatologiche. È inoltre autore di oltre cento pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali e internazionali.

Quando l’infiammazione diventa un problema

Il Dott. Pasta distingue diversi scenari in cui l’infiammazione intestinale può avere un ruolo rilevante:

Infiammazione cronica intestinale, come nel caso della malattia di Crohn e della colite ulcerosa. “In queste patologie – spiega Pasta – il processo infiammatorio diventa aberrante e richiede una gestione specialistica mirata.”

Microinfiammazione, una condizione più sottile ma spesso presente in disturbi funzionali come la sindrome del colon irritabile. “Qui entrano in gioco anche altri fattori – sottolinea – come microbiota intestinale, permeabilità dell’intestino, stile di vita e stress.”

L’intestino, infatti, è un sistema complesso in cui molti elementi interagiscono tra loro, e l’infiammazione può rappresentare uno dei tasselli di un equilibrio più ampio.

Perché non va trascurata

Ma cosa accade se un’infiammazione non viene trattata adeguatamente? “Nei casi più importanti – avverte il Dott. Pasta – si possono sviluppare complicanze anche severe, con danni alla mucosa intestinale, restringimenti, alterazioni del transito e, nei casi più complessi, persino perforazioni.”

Per questo il ruolo del gastroenterologo non è solo controllare i sintomi, ma individuare e trattare le cause profonde del processo infiammatorio.

Agire sui meccanismi, non solo sui sintomi

Riconoscere e comprendere i segnali dell’intestino è il primo passo per intervenire in modo corretto. Oggi la gastroenterologia punta sempre più a un approccio personalizzato, che non si limiti a “spegnere” il sintomo, ma agisca sui meccanismi che favoriscono infiammazione e malattia. Una valutazione specialistica può fare la differenza per prevenire complicanze e migliorare in modo concreto la qualità della vita.

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